sabato 30 gennaio 2016

RECENSIONE | “E se fosse un segreto?” di Virginia Bramati

Carissimi lettori, sicuramente in molti conoscerete la bravissima scrittrice Virginia Bramati che ha saputo conquistare un vasto pubblico di lettori con il suo primo romanzo “Tutta colpa della neve! (e anche un po’ di New York)”. Il libro, uscito per Mondadori nel 2014, è diventato subito un bestseller. Poi è stata la volta del racconto “Meno cinque alla felicità”. Nel 2015 l’autrice ritorna nelle librerie con un nuovo lavoro: “E se fosse un segreto?” di Virginia Bramati, edito Mondadori.

E se fosse un segreto?
Virginia Bramati

Editore: Mondadori
Pagine: 300
Prezzo: € 18,00

Sinossi: Alessandra è una ragazza fortunata: la sua mamma avrebbe voluto chiamarla Sendi (la sua trascrizione di Sandy), come la protagonista di Grease, ma con un piccolo inganno gliel'hanno impedito. Così la figlia della parrucchiera Mary Mantovani e di un padre ignoto è stata registrata come Alessandra, e dio sa quanto ne è felice tutte le volte che sua mamma si ostina, invece, a chiamarla con le clienti del negozio Lamiasendi. Ma Alessandra non è solo fortunata: è anche molto, molto in gamba. Nonostante i piani che sua madre aveva fatto per lei, tra phon e bigodini, è riuscita a studiare, è diventata avvocato, e da pochi giorni grazie all'appoggio di una lista civica di persone per bene è stata eletta sindaco della piccola cittadina brianzola dov'è cresciuta: Verate. E adesso, la prima cerimonia pubblica a cui partecipa con la fascia tricolore è destinata a rivelarsi un'emozione al quadrato... Nell'inaugurare il nuovo reparto maternità dell'ospedale Alessandra rincontra Stefano Parodi Valsecchi, il giovane, brillante primario con il quale a diciassette anni ha vissuto l'incanto del primo vero amore. Invece la vita, finora, li ha separati: lui a studiare ad Harvard, lei in un convitto di suore francesi a Milano. Ma forse entrambi conoscono solo una parte della verità. Come sono andate davvero le cose? Perché proprio ora si ritrovano a Verate? Le sorprese, per Alessandra e Stefano, sono appena iniziate...

STILE: 8 | STORIA: 8 | COPERTINA: 7

Mi guardo di nuovo intorno e, finalmente eccolo. E’ qui. Il cuore per un momento sospende il battito e io mi concedo una breve pausa, con la scusa di bere un po’ d’acqua allungo la mano (non fermissima) verso il bicchiere, mentre lo osservo con quello che mi illudo riesca a sembrare uno sguardo di cortese indifferenza. Non indossa il camice: è così da lui non omologarsi! Elegante con Chinos beige e una camicia Oxford azzurra con il colletto sbottonato e le maniche arrotolate, i capelli tenuti un po’ lunghi e quello sguardo di chi è consapevole dell’ammirazione e del rispetto che istintivamente accende negli altri   […]

Lo osservo mentre mi lancia prima un’occhiata distratta, poi blandamente interessata. Infine ferma lo sguardo su di me, incredulo all’inizio e subito decisamente sorpreso. Socchiude gli occhi, scuote la testa. Mi ha riconosciuta.

Io proseguo, soddisfatta. Si ricorda di me.
Chi gongola soddisfatta è lei, la protagonista di una tormentata storia d’amore, Alessandra.

Siamo nella “magica” Verate, cittadina della Brianza. Alessandra, disobbedendo al volere della sua mamma che la voleva erede del suo negozio di parrucchiera, è riuscita a studiare, è diventata avvocato ed è stata eletta sindaco della piccola città brianzola. In occasione dell’inaugurazione del nuovo reparto di maternità dell’ospedale, Alessandra rivede Stefano Parodi Valsecchi, giovane e brillante primario con il quale a diciassette anni aveva provato l’ebbrezza del primo amore. Poi, un destino beffardo, li aveva allontanati: lui a studiare ad Harvard, lei a Milano in un convitto di suore francesi. Quando si ritrovano a Verate, il passato, mai assopito, ritorna prepotentemente a galla. 

FREMITI D'AMORE
Al cuor non si comanda, lo sanno bene Alessandra e Stefano giovani innamorati fiduciosi  nel futuro. Lei è la figlia della parrucchiera Mary Mantovani e di un padre ignoto. Lui è il giovane rampollo di una nobile e ricca famiglia. Il loro amore sboccia tra lezioni di tennis e un viaggio, a Parigi, organizzato dalla parrocchia. Tutto sembra procedere per il meglio, ma la strega cattiva è vigile e pronta a stravolgere il futuro dei due ragazzi.

MISTERI
Come in ogni fiaba che si rispetti, anche nella storia narrata dalla Bramati, ci sono personaggi buoni e cattivi. L’antagonista trama nell’ombra, adopererà ogni mezzo per realizzare il suo scopo. Ma il potere dell’amore è superiore a ogni oscura trama e i nostri ragazzi avranno una seconda possibilità anche se, entrambi, conoscono solo una parte della verità. Dovranno far luce su lontani intrighi e subdole manovre.

UNA SECONDA OCCASIONE
Alessandra e Stefano sono destinati a rincontrarsi. Il loro futuro è incerto, le incomprensioni sono in agguato ma forte è la volontà di superare ogni difficoltà. Alessandra potrà contare sull’aiuto della sua carissima amica Olivia. A rendere più complicata la storia ci penseranno dei personaggi che si celano dietro il più assoluto riserbo e che agiscono dietro le quinte, i Solidali.
C’è una cosa di me che non sai, ma non sarò io a rivelartela. Solo se mi ami davvero scoprirai il mio segreto.
Con una scrittura fresca e briosa, Virginia Bramati ci regala un romanzo intenso che ci permette di sognare. Il lettore è fin dal principio attratto dalla forza dei veri sentimenti, dal destino traditore, dalla passione che sopravvive. Ho apprezzato molto l’alternanza tra passato e presente che rende la storia ancora più vivace e completa. Anche l’ambientazione, l’immaginario paese di Verate, arricchisce la storia di luoghi, paesaggi, emozioni e sensazioni che coinvolgono immediatamente il lettore. Un altro valore aggiunto è l’ironia garbata e sapiente che rende la lettura piacevolissima e induce il lettore a riflettere su temi attuali. I personaggi sono ben caratterizzati, si lasciano guidare dai sentimenti anche se, a volte, sbagliano. L’importante è riconoscere i propri errori e porvi rimedio.

“E se fosse un segreto?” è un romanzo in cui i sogni d’amore diventano realtà, nessuno potrà mai fermare le certezze del cuore.

venerdì 29 gennaio 2016

VI PRESENTO...


La luna e l'acqua 

Autore: Andrea Nicoli

Editore: Vividolomiti Edizioni (collana I Disgeli)

Pagine: 256

Prezzo: € 17,00 ( info )

Sinossi: Una storia che percorre Venezia con tristezza e malinconia, mentre sulla città incombe un inevitabile destino. Un romanzo fra il Gotico ed il Noir: il protagonista, un giovane musicista veneziano, un sognatore romantico che sembra vivere fuori dal suo stesso tempo, si innamora di un'attrice svedese ed insegue il suo sogno a distanza, vivendo come l'acqua dei canali che di notte mestamente riflette la luce della luna. Parallelamente, Venezia è colpita dagli omicidi del "killer dei turisti", braccato dalle faticose indagini di un ispettore di Polizia che torna dopo molto tempo nella sua città natale, per salvarla da un incubo che sembra creato da lei stessa. Le due storie si accavallano, a volte sfiorandosi, a volte incontrandosi senza riconoscersi, in un susseguirsi di riflessioni esistenziali e picchi di suspance, con un'aura di morte costantemente aleggiante.

Potete trovare un estratto del romanzo sul sito dell'autore




Com'è bella la nebbia quando cade

Autrice: Tania Piazza

Editore: Casa Editrice Kimerik

Pagine: 164

Prezzo: € 15,00 ( info )


Sinossi: Il romanzo ruota attorno alla storia, complicata e tormentata, di Miriam, Ludovico e Catherine, rispettivamente moglie e marito i primi due e l’incarnazione di un amore mai dimenticato il terzo personaggio. Il giorno del loro anniversario di matrimonio Ludovico riceve in regalo dalla moglie un pacco di lettere a lui indirizzate, risalenti a più di cinquant’anni prima, che Miriam non ha mai avuto il coraggio di spedire. Ludo è costretto a ricordare il periodo della sua vita nel quale ha conosciuto Catherine, docente universitaria inglese in visita nell’ateneo italiano in cui lui stesso tiene le lezioni. L’incontro tra i due diventa ben presto amore e Ludo la segue in Inghilterra. Qui, ha inizio una relazione che porta alla gravidanza di Catherine e al sogno di una nuova vita a tre. Miriam, innamorata di Ludo senza esserne ricambiata, comincia a frequentarlo proprio nel periodo precedente al suo viaggio, si illude di potergli vivere a fianco per sempre e decide di volare in Inghilterra e di incontrare Catherine, mettendo in atto un piano basato sulla menzogna per riportare a casa l’uomo che ama, a sua insaputa.





Le terre di Selnawar - il viaggio
(trilogia fantasy)

Autore: Simone Caporale

Editore: Casa Editrice Kimerik

Pagine: 208

Prezzo: € 15,00 ( info )

Sinossi: La storia è ambientata in un mondo creato da sette divinità, sette fratelli e sorelle che si contendono il potere, popolato da uomini, elfi, nani e creature divine. Una di queste sorelle, oltraggiata dal comportamento del fratello che, nonostante il suo parere contrario, dona il libero arbitrio all’uomo, decide di dare vita ai Drusgand, una razza di esseri a lei fedeli per schiavizzare l’umanità e privarla del dono concesso loro dal fratello. Dì lì a poco, le terre di Selnawar vengono dilaniate dalla guerra. Elfi, umani e nani, subiscono ingenti perdite e solo l’intervento degli Zathali evita la sconfitta finale degli alleati contro i Drushgand. 
Secoli dopo, un giovane e nobile sacerdote guerriero, un’elfa e un vecchio e inacidito guerriero, ex insegnante d’armi, decidono di partire per un viaggio alla scoperta di ciò che ancora non conoscono. Il male, però, ha rinfoltito le sue fila ed è pronto a tornare. I tre viaggiatori scoprono così la reale minaccia che incombe su Selnawar: i “non morti”, le maledizioni e il furto di un oggetto sacro sono solo la punta dell’iceberg. Unire le forze e ricreare la storica alleanza fra le popolazioni degli umani, degli elfi, dei nani e degli Zathali diventa la loro missione.





Gigli nel deserto
(primo romanzo della saga)

Autore: Giuseppe Disconzi

Editore: Casa Editrice Kimerik

Pagine: 288

Prezzo: € 18,00 ( info )

Sinossi: Protagonista del romanzo è John, un ragazzo di quasi diciassette anni  che è stanco di condurre una vita da nomade al seguito della madre che, per lavoro, lo trascina senza spiegazioni convincenti, su e giù per l’America. John, orfano di padre fin dalla tenera età, vuole mettere radici e vivere come qualunque altro ragazzo, vuole avere degli amici, un posto stabile in cui abitare e vivere tutte le esperienze che un giovane della sua età dovrebbe vivere. La svolta giunge quando, sempre con la madre, si trasferisce nell’ennesima cittadina sperduta fra monti, canyon e laghi, Sunsetlake. Lì John, oltre all’amore per la bella ed inavvicinabile Lilith e l’amicizia con Alex, scoprirà la verità sulla morte del padre e del suo continuo peregrinare, scoprirà di essere un eletto, di avere un destino da assolvere e di dover affrontare, seppur con l’aiuto di un piccolo e gracile monaco con gli occhialetti tondi, scelte dolorose.
Un compito non facile, una lotta senza esclusione di colpi fra il bene e il male, che gli permetterà di oltrepassare i limiti e di conoscere la distruzione delle umane certezze.



giovedì 28 gennaio 2016

RECENSIONE | "Il bambino in cima alla montagna" di John Boyne

Buongiorno lettori :) A 10 anni dalla pubblicazione del libro “Il bambino con il pigiama a righe”, John Boyne torna a raccontare una delle pagine più drammatiche del Novecento. 

Il bambino in cima alla montagna
John Boyne (traduzione di F. Gulizia)

Editore: Rizzoli

Pagine: 286

Prezzo: € 15,00

Sinossi: Pierrot è ancora un bambino quando, rimasto orfano, deve lasciare la sua amata Parigi per andare a stare dalla zia in una bellissima e misteriosa magione tra le cime delle Alpi bavaresi. Ma quella non è una villa come le altre e il momento storico è cruciale: siamo nel 1935 e la casa in cui Pierrot si ritrova a vivere è il Berghof, quartier generale e casa delle vacanze di Adolf Hitler. Il Führer lo prende sotto la sua ala protettrice e Pierrot poco alla volta viene catturato da quel nuovo mondo che lo affascina e lo fa sentire speciale, un mondo di potere ma anche di segreti e tradimenti, in cui non capire dove sta il Bene e dove il Male può essere molto pericoloso. 



http://i.imgur.com/ye3Q8bo.png
STILE: 7 | STORIA: 8 | COPERTINA: 7

‹‹Sai perché le persone indossano le uniformi, vero, Pierrot?››
Il bambino scosse la testa.
‹‹Perché chi le indossa pensa di poter fare tutto ciò che vuole. E di poter trattare gli altri come non farebbe mai se indossasse abiti normali. Colletti, soprabiti, stivaloni: le divise permettono di esercitare la crudeltà senza mai sentirsi in colpa.››
Pierrot è un bambino che vive a Parigi. E’ il 1936, l’Europa va verso la catastrofe e venti di guerra spirano sempre più forte sul mondo. Il papà di Pierrot era tornato dalla guerra completamente cambiato e devastato nell’animo. Per dimenticare ciò che aveva visto e ciò che aveva dovuto fare, inizia a bere. La sua inquietudine lo porta ad allontanarsi dalla famiglia, morirà cadendo sotto un treno. Emilie, la mamma di Pierrot, trova lavoro come cameriera in un ristorante e riesce a regalare anni felici al suo piccolo bambini. Il destino, evidentemente, ama mescolare le carte: Emilie muore e il suo bambino, rimasto orfano, deve lasciare Parigi per andare a stare dalla zia in una bellissima casa tra le cime delle Alpi bavaresi.

La villa si presenta subito diversa dalle altre case. Ci sono soldati davanti all’ingresso, tanta servitù, i padroni momentaneamente assenti. E’ il Berghof, quartiere generale e casa delle vacanze di Adolf Hitler.
Voltandosi, Pierrot notò sulla parete il ritratto di un uomo serio con i baffetti, che fissava un punto in lontananza: indossava una giacca gialla con una croce di ferro sul taschino, una mano era posata sulla spalliera di una sedia, l’altra piantata sul fianco. Alle sue spalle era appeso un dipinto raffigurante alcuni alberi e un cielo che si oscurava di nuvole grigie, come se si stesse preparando un terribile temporale.
Pierrot si rende subito conto, pur essendo un bambino, che nulla sarà più come prima. Tutti, nella casa in cima alla montagna, devono lavorare. Anche lui. Il lavoro rende liberi. E’ così che dice il padrone.

I primi giorni di permanenza nella casa segnano, per Pierrot, l’inizio di una trasformazione radicale. Zia Beatrix inizia a fare strani discorsi al nipotino sulla necessità di cambiare il suo nome, troppo francese, in Pieter, nome tedesco. Inoltre, Pierrot, deve dimenticare Parigi e considerarsi un tedesco. Dovrà anche dimenticare Anshel Bronstein, un ragazzino ebreo suo migliore amico. Dovrà rinnegare se stesso e il suo passato.

Un giorno, finalmente, i padroni giungono a Berghof e per Pierrot sarà l’inizio di una nuova vita. Il Fuhrer lo prenderà sotto la sua ala protettrice, lo renderà partecipe delle sue idee, gli regalerà la prima divisa. Pierrot subirà il fascino dell’uomo potente che lo fa sentire speciale, parte di un mondo di potere in cui non capire dove sta il Bene e dove il Male può essere pericoloso.
Noi reclameremo ciò che è nostro. La nostra terra, la nostra dignità e il nostro destino. La lotta del popolo tedesco e la vittoria finale faranno la Storia della nostra generazione.
Pierrot smise di pensare francese. Indossata la divisa della Deutsches Jungvolk, iniziò a sentirsi tedesco.

Inizialmente è come se in Pierrot convivessero due modi di pensare, due mondi diversi di emozioni. Da una parte c’è il bambino che nutre rispetto per le persone, condivide ogni cosa con un amico ebreo, mostra l’orgoglio di essere francese, ama i suoi genitori. Poi Pieter ingloba Pierrot. Il nuovo ragazzino subisce il fascino della forte personalità del Fuhrer. Cede al richiamo del potere, si lascia sedurre dall’ideologia nazista, diventa indifferente al bene e al male. In lui prevale la voglia di appartenenza e di accettazione. Pieter è il cuore nero di Pierrot, la sua mente è inebriata dal potere del comando. Si lascerà travolgere dagli eventi, sarà testimone di orribili progetti, sarà egli stesso capace di orribili scelte. Fino alla fine. A 16 anni Pierrot dovrà affrontare la sua coscienza e non potrà fingere di non sapere ciò che succedeva.
Guardami, Pieter, guardami. Non fingere mai di non aver saputo quello che succedeva qui. Hai occhi e orecchie. E sei stato seduto in quella stanza in molte occasioni, a prendere appunti. Hai sentito tutto. Hai visto tutto. Sapevi tutto. E sai anche di quali azioni sei responsabile. Ma sei ancora giovane, hai solo 16 anni. Solo, non dire mai a te stesso che non sapevi. Quello sarebbe il crimine peggiore.


“Il Bambino in cima alla Montagna” ci porta nella Storia narrando una delle pagine più buie dell’umanità. John Boyne, attraverso gli occhi di un bambino, guarda il mondo degli adulti che, con i loro comportamenti, cancellano l’innocenza dei più piccoli. La storia si dipana con intreccio drammatico ponendo il lettore davanti a situazioni che ben sottolineano il potere seduttivo dell’ideologia nazista. Pierrot si lascia affascinare dalla promessa di una grande Germania dominatrice, dal mito della purezza ariana, dal male che è in ognuno di noi.


Con una scrittura semplice, che permette una fluida lettura, lo scrittore ci propone una storia in cui l’amore, l’amicizia, la lealtà, il tradimento s’intrecciano con i grandi avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale. I personaggi sono ben caratterizzati anche se non ho provato alcuna empatia con loro. A dir il vero tutto il romanzo mi è parso freddo, duro come è naturale che sia trattando temi che si nutrono della follia di un uomo. Credevo, sinceramente, di emozionarmi di più invece così non è stato. “Il Bambino in cima alla Montagna” è un libro scorrevole da leggere in pochi giorni ma senza eccessive pretese.

mercoledì 27 gennaio 2016

WWW Wednesdays #73

 WWW  Wednesdays è una rubrica creata dal blog Should be Reading 
e consiste nel rispondere a tre semplici domande:

-What are you currently reading? (Cosa stai leggendo adesso?)
-What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
-What do you think you’ll read next? (Cosa leggerai dopo?)


What are you currently reading?
(Cosa stai leggendo adesso?)

 http://i.imgur.com/WhIuDkY.jpg   


What did you recently finish reading?
(Cosa hai appena finito di leggere?)

  


What do you think you’ll read next?
(Cosa leggerai dopo?)
 
  
  http://i.imgur.com/TALIoYk.jpg 

lunedì 25 gennaio 2016

RECENSIONE | "Il guardiano invisibile" di Dolores Redondo

Buon lunedì, amati lettori :)
Iniziamo la settimana con un bel thriller psicologico “Il guardiano invisibile” romanzo d’esordio di Dolores Redondo, traduzione di Andrea Carlo Cappi, Salani Editore.

Il guardiano invisibile
Dolores Redondo

      La trilogia del Baztán      
#1 Il guardiano invisibile
#2 Legado en los huesos
#3 Ofrenda a la tormenta

Editore: Salani
Pagine: 400
Prezzo:  €16,90

Sinossi: Amaia Salazar non è una donna qualunque. È una poliziotta esperta e intelligente, che è riuscita a superare l'ostilità dei colleghi uomini fino a guadagnarsi la loro stima. Anche la sua vita privata è ricca e appagante, grazie a un marito che la ama moltissimo. Ma quando una serie di delitti atroci la richiamano nel paese di origine dove vive la sua famiglia e che Amaia era ben felice di avere abbandonato, ogni certezza si sgretola improvvisamente: antiche angosce si risvegliano, segreti che sperava dimenticati e che invece ritornano, come se fossero misteriosamente collegati a quegli omicidi. Per risolvere il caso Amaia è costretta a confrontarsi con il lato buio della sua anima mettendo a rischio la solidità della propria vita, i legami familiari, perfino la certezza del proprio lavoro, e cercare l'assassino lungo i sentieri di antiche leggende, superstizioni inquietanti che parlano di un potere ancestrale e invincibile…

STILE: 8 | STORIA: 8 | COPERTINA: 7

Loro non erano sante.
Non si sottomettevano con abnegazione.
Lui doveva strappare loro la vita come un ladro di anime.

All’estremo nord della Spagna, scorre il fiume Baztán. Nel bosco, accanto al corso d’acqua, viene ritrovato il cadavere di una adolescente. Il corpo è nudo, ricomposto secondo uno strano rituale. Un paio di scarpe, sistemate l’una accanto all’altra, sono lasciate sul ciglio della strada per attirare l’attenzione di chi passa di lì. Sul corpo straziato è stato posto  un dolcetto tipico del luogo,il txatxingorri. Come se tutto ciò non bastasse, sul cadavere vengono ritrovati dei peli che umani non sono. Amaia Salazar, capo della squadra omicidi della Policìa Foral de Navarra, è incaricata delle indagine che la porteranno a Elizondo, paese della vittima e località in cui lei è nata e cresciuta. Avverranno altri omicidi, il rituale si ripeterà come simbolo di purificazione. La gente del luogo ricorda antiche leggende popolate da magiche creature. Omicidi e tradizioni saranno il tormento e la salvezza della coraggiosa Amaia.

TRA OMICIDI  E LEGGENDE
Carla, Ainhoa, Anne erano i nomi delle prime vittime del serial killer che si aggirava nel bosco del Baztán. In questo luogo, considerato magico dalla cultura druidica, abitavano le lamiak, fate dai piedi d’anatra, che dormivano di giorno e si alzavano la notte per passare il loro pettine d’oro tra i lunghi capelli biondi. Gli uomini erano sedotti dalla loro bellezza. Nel bosco, violato dagli omicidi, si favoleggiava la presenza di un basajaun: un essere pacifico, mezzo uomo e mezzo orso, che, secondo la leggenda, proteggeva la vita nel bosco. Dove c’è il bene, si sa, compare anche il male. Negli stessi luoghi viveva la strega Belagile: una donna potente e oscura con l’anima vincolata da un orribile patto, una serva del male capace di alterare i fatti fino a piegarli alla propria volontà.

Un bel mix, cari lettori, tra antiche leggende e omicidi. Infatti è subito chiaro che la storia coinvolge non solo la realtà oggettiva dei fatti ma anche traumi profondi mai risolti. L’ispettore Salazar conduce un’indagine complessa che ben presto arriva a un punto morto e contemporaneamente deve affrontare i fantasmi del suo passato.

LA POLIZIOTTA CHE NON POTEVA DIMENTICARE
Amaia è una poliziotta esperta che ha saputo, con la sua professionalità, integrarsi in un mondo di colleghi uomini di cui si è guadagnata la stima. E’ una donna che, tornando a Elizondo, dovrà confrontarsi con il lato oscuro della sua anima. Nei luoghi che l’hanno vista nascere, Amaia affronterà le sue paure, i dolori intensi che la vita non le ha risparmiato: un’infanzia difficile che ritorna nei continui incubi che popolano le notti della giovane donna. Accanto a lei c’è un marito che la ama profondamente, una famiglia in cui vecchi rancori vivono ancora. Il passato non può essere cancellato, inutile fuggire via, prima o poi ogni cosa deve essere affrontata.

LUCI E OMBRE
“Il guardiano invisibile” è un thriller in cui l’autrice riesce a trascinare il lettore verso sconcertanti scoperte, dubbi e verità, cattiverie e profonda follia. Gli omicidi svolgono il ruolo di una calamita, attirano Amaia nel luogo da cui è fuggita molti anni prima, per dimenticare, per lasciarsi alle spalle l’orrore di tragici avvenimenti. Le indagini passano in secondo piano, i riflettori si accendono sulla vita di Amaia, sulla sua infanzia, sui suoi problemi di donna. All’inizio, devo essere sincera, mi sono un po’ persa. I corpi straziati delle vittime cedevano il passo a figure magiche la cui presenza si rifletteva nella vita degli abitanti del luogo. Pagine di ferocia umana si alternavano con pagine di bellissime descrizioni di paesaggi naturali e artificiali. Poi, pian piano, l’architettura del romanzo si è manifestata nella sua completezza e articolazione sottolineando il rapporto dell’uomo con la morte, con la malattia, con la purificazione con l’esigenza di riuscire a guardare indietro per poter volgere lo sguardo al futuro.

IL KILLER
Il Soggetto Ignoto è ben presto battezzato dalla stampa con il nome di Basajaun. Il guardiano della purezza è considerato l’autore degli omicidi. L’essere mistico della mitologia ha un ruolo in ciò che accade a Elizondo? L’assassino ha un rapporto intimo con le vittime: le uccide, trasporta i corpi in riva al fiume, in luoghi spesso difficilmente accessibili, poi le prepara, le sistema, fa di loro le attrici della sua tragedia. Una mente malata inscena un atto purificatore, quanto c’è di reale e quanto appartiene al mondo delle credenze, dei miti, alle usanze della Navarra?

FINALE FRETTOLOSO... MA È DAVVERO TUTTO FINITO?
Le indagini, pur tra mille difficoltà, porteranno alla scoperta del killer ma il finale è inappagante, frettoloso. Avrei preferito una maggior analisi del profilo psicologico dell’omicida, del suo modus operandi. Le ultime pagine sono caratterizzate da un ritmo incalzante e da colpi di scena che ci guidano verso la soluzione del caso. Tuttavia dall’ultima frase, quella che scrive la parola “fine” all’intero romanzo, si evince la possibilità di un continuum della storia. Amaia è alla ricerca di una nuova vita, e una nuova vita ci sarà.

CURIOSITÀ
“Il guardiano invisibile” è il primo volume della trilogia del Baztán che ha conquistato i favori del pubblico in pochissimo tempo. Anche il mondo del cinema ha mostrato interesse per questo romanzo. Il produttore di Millennium, Peter Nadermann, ha già acquistato i diritti per una trasposizione cinematografica.


Nel ringraziare la Casa Editrice Salani per avermi dato la possibilità di leggere questo romanzo, cercherò con interesse di avere notizie inerenti ai due volumi conclusivi della serie. Il thriller scritto da Dolores Redondo mi ha davvero incuriosita mostrandomi un Paese, con la sua cultura e tradizioni, che poco conosco. Un debutto trasformatosi subito in un successo di pubblico. “Il guardiano invisibile” è la storia del coraggio di una donna che deve fare i conti con un passato di violenza e crudeltà. Amaia Salazar lotterà per la giustizia. Il male è il suo tormento. Amaia e il suo lato oscuro. Amaia rinchiusa in una gabbia di paura. Amaia e il mostro che le fa visita nelle notti tormentate e sconvolgenti. Amaia e il tormento del ricordo.

“Dimenticare è un atto involontario. 
Quanto più vuoi lasciarti una cosa alle spalle, 
tanto più questa ti insegue.”
William Jonas Barkley

Voi avete letto “Il guardiano invisibile”? Cosa ne pensate?

giovedì 21 gennaio 2016

RECENSIONE | "Tempi glaciali" di Fred Vargas

Salve, cari lettori :)
Oggi vorrei parlarvi di una scrittrice che ho scoperto recentemente, si tratta della scrittrice francese Fred Vargas. Con lei ho riscoperto il romanzo a enigma, le metodiche ricostruzioni ambientali, l’indagine psicologica. Il romanzo che ho letto è stato pubblicato nel 2015. Si tratta di “Tempi glaciali”, traduzione di Margherita Botto, per Einaudi.

Tempi glaciali
Fred Vargas

Editore: Einaudi
Pagine: 442
Prezzo: € 20,00

Sinossi: Una caccia ai fantasmi tra demoni e strane leggende. Dai ghiacci d'Islanda alla Rivoluzione francese. Il nuovo caso per il commissario Adamsberg e la più stravagante armata dell'Anticrimine parigina. Si è mobilitata tutta l'Anticrimine del tredicesimo arrondissement di Parigi sul caso dei due apparenti suicidi. Il coltissimo capitano Danglard, grande estimatore di vino bianco, l'energica Violette Retancourt, lo specialistica in pesci d'acqua dolce Voisenet. Ma soprattutto lo svagato, irresistibile, "spalatore di nuvole", il commissario Jean-Baptiste Adamsberg. Tutto inizia col ritrovamento di due corpi e la scoperta di uno strano simbolo scarabocchiato accanto a ciascuno di essi. Ma come sempre accade nelle storie di Fred Vargas, questo non è che l'avvio di una avventura che finirà per snodarsi in mezza Europa tra una balzana setta di adepti della Rivoluzione francese e una gita in Islanda finita in tragedia.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COPERTINA: 7

Conosceva Adamsberg da abbastanza tempo per sapere che, nel suo caso, la parola “riflettere” non aveva alcun significato. Adamsberg, non rifletteva, non si sedeva da solo a un tavolo, impugnando una matita, non si concentrava davanti a una finestra, non ricapitolava i fatti su un tabellone, con frecce e cifre, non appoggiava il mento su una mano. Vagolava, camminava senza far rumore, ciondolava da un ufficio all’altro, commentava, andava avanti e indietro a passi lenti, ma nessuno l’aveva mai visto riflettere. Sembrava un pesce alla deriva. No, un pesce non va alla deriva, un pesce persegue il suo obiettivo. Adamsberg faceva pensare piuttosto a una spugna, sballottata dalle correnti. Ma quali correnti?

Dai ghiacci dell’Islanda giunge a Parigi l’eco di una drammatica vicenda popolata da demoni e strane leggende. Due apparenti omicidi reclamano l’attenzione del commissario Adamsberg e della sua squadra Anticrimine del tredicesimo arrondissement di Parigi. Sulla scena del crimine viene rinvenuto uno strano simbolo che, a un più attento esame, si rivela essere una “ghigliottina”. Questo simbolo verrà ritrovato accanto a vari cadaveri e sarà un filo d’Arianna che condurrà il commissario verso la soluzione del caso. Sarà un’indagine complessa in cui magia e ragione si troveranno l’una contro l’altra. Parigi non sarà l’unico luogo in cui la squadra dell’anticrimine raccoglierà indizi e interrogherà possibili colpevoli. L’ispettore Adamsberg  avrà a che fare con il misterioso “Killer dell’Islanda” e con l’ancor più misterioso afturganga, una specie di mostro che custodisce l’inviolabilità di un’isoletta disabitata al largo dell’Islanda. Qui, molti anni prima, avvenne una tragedia che vide coinvolti un gruppo di persone in gita. Una tragedia su cui non si è mai fatta piena luce, una tragedia che nasconde una terribile verità. L’afturganga ha il potere di attirare a sé coloro a cui vuol “donare” qualcosa, al suo richiamo non si può resistere e Adamsberg non resisterà. Affronterà un lungo viaggio per recarsi sulla piccola isola, a forma di testa di coniglio, che presenta, al centro, una magica roccia tiepida. Tuttavia non ci saranno solo demoni e leggende per l’ispettore. La magia si scontrerà con la ragione rappresentata da una setta di adepti della Rivoluzione francese. Che collegamento c’è tra gli omicidi, l’afturganga e la Società per lo studio degli scritti di Maximilien Robespierre?

PERSONAGGI
Fred Vargas descrive in modo minuzioso i suoi personaggi, sia fisicamente che psicologicamente. Essi sono liberi, gestiscono in maniera autonoma la loro vita e si sottraggono alla volontà della scrittrice. Tra le pagine del libro ci raccontano il loro passato e ci mostrano il loro presente. Due sono i personaggi che mi hanno incuriosita tantissimo.

Il commissario Adamsberg, sbadilatore di nuvole, è un uomo che un metodo molto particolare per affrontare i casi intricati. Spesso sembra brancolare nel buio, appare distratto e ama fare lunghe passeggiate, senza bussola, nella nebbia. Durante queste passeggiate ha delle illuminazioni, delle intuizioni che lo portano a concludere positivamente l’indagine.


Al suo fianco troviamo il comandante Danglard, uomo metodico, separato, in sovrappeso con la passione per l’alcool. Si occupa con amore di cinque figli: due coppie di gemelli e uno non suo. E’ un uomo elegante, ha conoscenze scientifiche e storiche.

ROMANZO A ENIGMA
“Tempi glaciali” è un romanzo a enigma in cui l’investigatore e il lettore hanno a disposizione le medesime conoscenze e possono, quindi, risolvere entrambi il caso. Il primo delitto, ne seguiranno altri, viene commesso subito, nelle prime pagine del libro e appare fin dall’inizio evidente la complessità dell’indagine. I potenziali colpevoli sono più di uno e bisogna andare a ritroso nel tempo per scovare tutti gli elementi che porteranno alla scoperta del colpevole. Interessante è la tecnica investigativa che consiste nell’analizzare le circostanze certe scartando quelle probabili, nell’esaminare tutti i potenziali colpevoli controllando non solo le azioni e gli alibi,ma anche i caratteri e le motivazioni di ciascun indiziato. Adamsberg e la sua squadra compiono un’indagine complessa che si arricchisce di nuovi sviluppi ma tutto si svolge sempre in un’atmosfera tranquilla. La violenza non è quasi mai descritta, il cadavere non è orrendamente sfigurato, la scia di sangue è assente. Al crimine si oppone la ragione dell’investigatore, la sua autorità. Alla fine la legge trionfa ristabilendo la verità e la fiducia nella ragione. Il bene vince sul male.

PENSIERI SPARSI
“Tempi glaciali” è un romanzo che ho letto con molta curiosità perché non conoscevo l’autrice e non sapevo cosa aspettarmi. Le prime pagine mi hanno descritto subito l’ambiente in cui matura il primo omicidio. Il ritmo è pacato. Le parole, scelte con molta cura, danno vita a una narrazione priva di adrenalina ma ugualmente coinvolgente. I personaggi sono “uomini non perfetti”, hanno difetti e pregi che li rendono “reali” e interessanti. Anche se non ho provato ansia, credo che lo scopo di questo genere di romanzo sia proprio trasmettere tranquillità al lettore, lo svolgimento delle indagini mi ha coinvolta. Mi piace l’occhio indiscreto che ci mostra i protagonisti al di fuori del loro lavoro, la tenerezza di Danglard con i propri figli è un elemento in più che ci permette di conoscerlo meglio. Adamsberg è continuamente alla ricerca della verità, non ha paura di nulla, combatte per la giustizia. Adopera razionalità e intuito nei suoi percorsi di conoscenza. La ragione, concreta e ferma, si sposa con i sogni, con le nuvole in continuo movimento.

Se volete conoscere Adamsberg e la sua squadra, non vi resta che leggere “Tempi glaciali”. Io, nel frattempo, cercherò di recuperare altri romanzi della Vargas : ) 

mercoledì 20 gennaio 2016

WWW Wednesdays #72

 WWW  Wednesdays è una rubrica creata dal blog Should be Reading 
e consiste nel rispondere a tre semplici domande:

-What are you currently reading? (Cosa stai leggendo adesso?)
-What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
-What do you think you’ll read next? (Cosa leggerai dopo?)


What are you currently reading?
(Cosa stai leggendo adesso?)

   


What did you recently finish reading?
(Cosa hai appena finito di leggere?)

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What do you think you’ll read next?
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