giovedì 21 settembre 2017

RECENSIONE | "Il guerriero del mare" di Giulio Castelli [Review Party]

Carissimi lettori se amate il romanzo storico e siete affascinati dalle gesta della Repubblica romana nel III secolo a.C. , non potete non leggere “IL Guerriero Del Mare”, un libro di Castelli Giulio edito da Newton Compton nella collana Nuova narrativa Newton.

Se siete pronti, mettetevi comodi. La prima grande sfida per Roma sta per cominciare.

Con la mia recensione partecipo al Review Party dedicato al romanzo, vi invito a leggere le recensioni degli altri blogger :)


STILE: 9 | STORIA: 8 | COVER: 8
Il guerriero del mare
Giulio Castelli

Editore: Newton Compton
Pagine: 573
Prezzo: € 9,90
Sinossi
Roma, III secolo a.C. Il primo terribile conflitto con Cartagine è alle porte. Roma è una città-stato ancora arcaica e i suoi abitanti sono fieri e pronti a qualsiasi sacrificio pur di difendere la Repubblica e le loro libertà. Le differenze tra patrizi e plebei però sono manifeste. Piccole angherie o vere e proprie ingiustizie sono all'ordine del giorno. Gaio Lutazio Catulo, nonostante la sua appartenenza al ceto più ricco, è intenzionato a servire la patria con onore e coraggio disinteressato. In poco tempo, grazie alle sue abilità tattiche, riesce a farsi notare dai vertici militari. Ma Gaio Lutazio è anche un avventuriero e uno dei pochi romani ad aver avuto il privilegio di visitare da giovane Cartagine prima che diventasse nemica di Roma. La sua esperienza e le sue conoscenze lo conducono dunque sempre più in alto nella gerarchia. Tornato a Roma, dovrà prestare molta attenzione agli intrighi politici, perché le campagne elettorali, in un periodo così delicato, sono condotte senza esclusione di colpi. Un arrogante rampollo della gens Claudia è infatti disposto a ogni nefandezza e un capopopolo plebeo aspira alla tirannide. 

Anno CDLXXII dalla Fondazione dell’Urbe (281 a.C.)

Avevo da poco compiuto dieci anni quando mio padre Silio Lutazio mi concesse di assistere alla rassegna dei cavalieri. Era una cerimonia suggestiva che si svolgeva sulla via Appia davanti al tempio di Marte, circa un miglio e mezzo fuori di porta Capena. Ricordo che era una giornata caldissima alle Idi di Quintile.
“Il guerriero del mare” è un romanzo storico intenso e affascinante. La voce narrante è quella di Gaio  Lutazio Catulo che vive nell’Urbe ancora arcaica. I suoi abitanti sono fieri e pronti a tutto pur di difendere la Repubblica e le loro libertà. Sono ancora presenti nette distinzioni tra patrizi e plebei. Spesso piccole angherie e ingiustizie sono all’ordine del giorno. In questo contesto storico cresce Gaio Lutazio che servirà la patria con onore e coraggio. Grazie alle sue abilità tattiche, verrà notato dai vertici militari e diventerà uno dei protagonisti della prima guerra punica: il conflitto vedrà Cartagine e Roma affrontarsi per ben 23 anni, per ottenere la supremazia nel Mar Mediterraneo occidentale. Le battaglie insanguinano principalmente la Sicilia e le acque circostanti.

Ho trovato molto interessante questa lettura impegnativa, ben 571 pagine, ma fluida che mi ha condotta al cospetto di epiche battaglie tra Roma e Cartagine. Non ci si annoia sicuramente perché molti degli avvenimenti narrati fanno parte del nostro comune passato storico. In alcuni capitoli lo scrittore ricostruisce, con precisione e ricchezza di particolari, l’inizio della guerra punica quando Roma non era esperta in guerre navali. Le sue legioni erano vittoriose sulla terraferma, non possedeva una grande flotta e costruì le sue navi basandosi sulle triremi e quinqueremi cartaginesi catturate. Per riprodurre il combattimento terrestre le navi romane furono dotate di uno speciale congegno d’abbordaggio: il corvo.  Dopo alterne vicende si arriva alla battaglia finale alle Egadi. Catulo si scontrò con la flotta nemica e la sbaragliò ponendo termine al conflitto.

“Il guerriero del mare” è un romanzo storico limpido nello stile con un forte impianto realistico. Con  Giulio Castelli la letteratura diventa ricerca e avventura. Fin dalle prime pagine, questo libro, offre grandi suggestioni e rende fruibile a tutti la storia con la S maiuscola. Per semplificare la lettura,nelle prime pagine del libro troverete un utilissimo glossario dei termini antichi. Nulla è lasciato al caso, ogni pagina offre l’evoluzione di Roma. La Repubblica della giustizia e dell’onore stava cedendo il posto all’Urbe dei potenti ai quali tutto era permesso. Attraverso le gesta di Catulo scopriremo intrighi politici per ottenere il potere, un arrogante rampollo della gens Claudia disposto a ogni nefandezza e un capopopolo plebeo che aspira alla tirannide.

Il senso del dovere, la fedeltà, l’orgoglio, la fermezza d’animo si scontrano con le ruberie, i giochi di potere i tentativi di sovversione.

Gaio Lutazio Catulo  ci conduce agli albori del dominio immortale di Roma, incastra la fedele ricostruzione storica con avvenimenti personali, mostra le sue fragilità ma non teme lo scontro con il nemico. Diventa un eroe ma non si insuperbisce per i suoi successi militari.

Leggere questo romanzo è stato un bellissimo viaggio nella storia di Roma. Un viaggio avventuroso in cui le storie personali si intrecciano con la storia dell’Urbe e annunciano al mondo un dominio immortale.

lunedì 18 settembre 2017

RECENSIONE | "Dietro i suoi occhi" di Sarah Pinborough

“Dietro i suoi occhi” è un thriller psicologico con una goccia di paranormale. Il tutto nasce dalla penna della scrittrice inglese  Sarah Pinborough. Se dovessi ridurre ai minimi termini la trama di questo thriller direi che ci troviamo in presenza di due “amiche”, un marito e un amore diventato ossessione.

STILE: 7 | STORIA: 7 | COVER: 6
Dietro i suoi occhi
Sarah Pinborough (traduzione di R. Salerno)

Editore: Piemme
Pagine: 358
Prezzo: € 19,50
Sinossi
Louise vorrebbe dire ad Adele tutta la verità, anche se si sono appena conosciute. Anche se Adele le sembra una donna così fragile, tormentata com'è dall'insonnia e dalla solitudine. Louise vorrebbe dirle che quella sera, al bar, quando è entrato quell'uomo, lei ha provato qualcosa che, nella sua vita di madre single, non provava da tempo. Vorrebbe dire ad Adele che le dispiace di averlo baciato. E che non poteva sapere che quell'uomo era suo marito. Anche Adele ha i suoi segreti. Non fa parola della nuova amica con David. E nasconde a Louise ciò che accade quando, nella loro splendida casa nel cuore di Londra, lei e il marito sono finalmente soli dietro porte chiuse. Così come ogni giorno, da anni, Adele nasconde a tutti quello che accade nella sua mente. Là dove nessuno può spiarla. Perché tante bugie, si chiede Louise? Divisa tra il suo fascinoso amante e la nuova, bellissima amica, soffocata dal castello di menzogne che lei stessa ha costruito, Louise dovrà trovare il coraggio di guardare dentro il matrimonio di Adele e David. Sapendo che le verità più spaventose si annidano nella mente, dietro quegli occhi che Adele, insonne, non chiude mai.





Per fidarti della verità di una cosa, devi provarla sulla tua pelle. Non devi aver paura di sporcarti con il fango, di riempirti le unghie di terra. Devi scavare a mani nude per portarla alla luce.
“Dietro i tuoi occhi” può sembrare, a prima vista, la storia di un triangolo amoroso. Al centro della narrazione c’è un matrimonio basato su molti segreti e le voci dei personaggi appaiono subito inaffidabili. Ognuno racconta la sua verità mentre il grande burattinaio, celato agli occhi del lettore, muove le fila di una storia che vi porterà nei meandri di un’esistenza misteriosa e pericolosa. Ora vi racconterò a grandi linee gli eventi che daranno vita a una storia ricca di colpi di scena, con un finale che mi ha trovata impreparata. Un finale da incubo.

Le protagoniste sono Louise e Adele. Le due donne sono appena diventate amiche e non sanno di condividere già inquietanti segreti. Louise, in un bar affollato, ha conosciuto un uomo sconosciuto e affascinante. Il suo cuore ha ripreso a battere con desiderio baciando quell’uomo che non sapeva fosse il marito della sua nuova amica.

Adele è una donna molto bella, sempre curata nell’aspetto elegante. È sposata con David, l’uomo sconosciuto, e nasconde molti scheletri nell’armadio. Adele e David sono intrappolati in un matrimonio diventato una prigione con sbarre-menzogna e divorati da una lotta interiore che nasce da demoni mai pacati. Louise vorrebbe aiutare Adele, moglie sottomessa, a riconquistare la libertà da un marito che appare maniaco del controllo, possessivo e con una grave dipendenza. Adele, Louise, David: il triangolo amoroso è servito. Sbagliato! C’è di più, molto di più.

“Dietro i suoi occhi” è un thriller che incrocia la strada del paranormale aumentando, così, il coinvolgimento del lettore conducendolo per i sentieri impervi dell’animo umano. Le voci dei protagonisti si alternano in un racconto corale che dissemina indizi, qua e là, quasi per caso. Io mi sono lasciata prendere dalla storia e devo confessarvi di non aver provato solidarietà con nessun personaggio. La bravura della scrittrice mi ha indotta a non saper più a chi credere, ogni voce narrava la sua verità. Le due donne con vite diverse e diverse esperienze avevano un destino in comune. Erano unite nel nome di David.

Per cercare di scoprire dove si nascondesse la verità, ho letto il libro in breve tempo. Quando credevo di aver compreso tutto o quasi tutto, mi sono ritrovata a parare i colpi bassi dell’autrice che davano una nuova interpretazione agli eventi. Alcune volte gli eventi erano ripetuti, da punti di vista diversi, e ciò ha conferito , in alcuni passaggi, una decelerazione del ritmo narrativo. Pagina dopo pagina le domande si sono moltiplicate nella mia mente, il detto-non detto impera, la verità si moltiplica. Questo romanzo è come un’enorme ragnatela tessuta con abilità e pazienza. Ma chi è il cacciatore? Chi la preda?

Come ho già scritto, questo romanzo è un thriller psicologico che si intreccia con alcuni elementi tipici del romanzo paranormale.  Nel thriller classico la tensione nasce dalla ciò che succede nella realtà, dalle situazioni di pericolo. Si crea, nel lettore, curiosità, sorpresa, incertezza, ansia. Sicuramente in questo romanzo non troverete scie di sangue ma vi ritroverete nei meandri della psiche. Assisterete a duelli mentali ed emotivi tra i protagonisti. Le menzogne, i segreti, prendono vita e si trasformano in eventuali trappole mortali segnando un confine pericoloso da oltrepassare. Il finale sorprendente mi è piaciuto tantissimo perché mi ha permesso di mettere la razionalità da parte per aprire la mente al mondo dei…

No, miei cari! Il finale non lo svelerò, non vi priverei mai del piacere scaturito da un’inaspettata virata del thriller verso un mistero che poi tanto mistero non è. Vi ritroverete a pensare: “Possibile?”

Sì. Il potere della mente è ancora inesplorato, quindi tutto può accadere. Conclusa la lettura del romanzo mi sono fermata un attimo a riflettere chiedendomi se ci fosse un vincitore, un personaggio che avesse appagato i propri desideri. Secondo me non ha vinto nessuno.

lunedì 11 settembre 2017

RECENSIONE | "Otto mesi a Ghazzah Street" di Hilary Mantel

Buon inizio settimana, miei cari lettori :)
“Otto mesi a Ghazzah Street” è il nuovo romanzo  nato dalla penna di Hilary Mantel. La scrittrice inglese ha vinto per ben due volte il Man Booker Prize rendendo popolare il romanzo storico. I suoi libri sono frutto di attente e profonde ricerche storiche che mettono in luce anche la psicologia dei personaggi. “Otto mesi a Ghazzah Street è un romanzo che si insinua nelle irrequietudini di due società che si fronteggiano senza avvicinarsi e integrarsi. La società araba, con le sue ferree regole, si scontra con la società occidentale. Da questo contrapposizione nascono i semi che si trasformeranno in atti terroristici facendo sanguinare il cuore del mondo europeo.

STILE: 7 | STORIA: 7 | COVER: 7
Otto mesi a Ghazzah Street
Hilary Mantel (traduzione di G. Oneto)

Editore: Fazi
Pagine: 334
Prezzo: € 19,00
Sinossi
Arabia Saudita, Gedda, Ghazzah Street. Uno strano posto. Un luogo senza passato, un luogo di passaggio dove nessuno si ferma per più di qualche anno e dove la gente, in casa, tiene le sue cose, negli scatoloni. Anche la terra e il mare, laggiù, sono in continuo mutamento: ci sono ville costruite da pochi anni con vista sul mare che oggi si allacciano su un muro. Frances Shore è una cartografa, ma quando il lavoro di suo marito la porta in Arabia Saudita si ritrova come una prigioniera sperduta, incapace di orientarsi nelle zone oscure del paese. Il regime che impera è corrotto e inflessibile, molti degli stranieri che incontra non sono che avidi faccendieri in cerca di denaro accompagnati dalle mogli e i vicini musulmani si muovono furtivi ma hanno occhi per ogni cosa. Le strade non sono il posto adatto per le donne, e Frances - il marito Andrew è spesso assente - si ritrova confinata nel suo appartamento cercando di dare un senso a tutto ciò. Ma la battaglia è ardua. Le giornate diventano un susseguirsi di vuoti e di silenzi, interrotti soltanto dagli inspiegabili rumori provenienti dal piano superiore, che però, a quanto le è stato detto, dovrebbe essere disabitato. Quello dell'appartamento al piano di sopra diventa un mistero tutto da sciogliere, che obbligherà la protagonista a scontrarsi con le mille contraddizioni di un mondo infernale: un mondo asfittico, fatto di sofferenze celate, silenzi strazianti, segreti inconfessabili. Un mondo di cui le donne sono vittime ma anche complici.





Ghazzah Street è una strada piccolina e stretta. Il quartiere non è lussuoso ma neppure squallido. I piccoli condomini, alti due o tre piani, sono chiusi da un muro che impedisce la visuale degli appartamenti. I vicini si conoscono di vista e nessuno si ferma mai a chiacchierare. Ghazzah Street ospita anche una moschea che al tramonto ha la cupola illuminata da una luce verde al neon.
Arabia Saudita, Gedda, Ghazzah Street. È un luogo senza un passato, un luogo di passaggio, un luogo dove nessuno mette radici. Frances Shore, cartografa, per lavoro segue il marito in Arabia Saudita. L’impatto con la società araba è duro. Un regime corrotto, avidi stranieri, la discriminazione verso le donne formano il comitato di accoglienza per Frances che, confinata nel proprio appartamento, cerca di dare un senso a giorni vuoti e silenziosi. Le cose si complicano quando dall’appartamento al piano superiore dell’abitazione della donna, giungono inspiegabili rumori. Inspiegabili perché l’abitazione dovrebbe essere disabitata. Cosa si nasconde tra quelle mura?

Ho letto con molta attenzione e interesse questo romanzo che alza il velo dal volto di una società, quella araba, complessa e con molti angoli bui.

Frances è diventata il mio sguardo su questa società riservata, che cela i propri difetti e non svela apertamente il modo in cui ragiona. La scrittrice, attraverso i personaggi del romanzo, ci propone un mondo lontano anni luce dal nostro modo di intendere la vita. Hillary Mantel narra il difficile mondo saudita, le sue contraddizioni, le sofferenze celate dietro lunghi silenzi e segreti inconfessabili. L’Arabia Saudita è uno stato arabo che noi poco conosciamo.

La società mette in pratica molte forme di discriminazione contro le donne. Le donne non possono guidare autovetture, non possono viaggiare senza un accompagnatore o senza un modulo di autorizzazione firmato da un tutore maschio. Non possono lavorare, sono ammessi solo alcuni tipi di lavoro, senza il permesso di un tutore maschio. La vita della donna è nelle mani degli uomini: padre, marito, figlio. E i diritti delle donne? Inesistenti. Per tutta la vita sono sottomesse a un tutore maschile che esercita su di loro la patria podestà.

Per non tralasciare nulla c’è poi la polizia religiosa, ente per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio, che impone agli abitanti il totale rispetto della Shariya islamica considerata al pari di una legge di Stato. La polizia controlla che le donne siano coperte dalla testa ai piedi, controlla che i negozi chiudano durante le cinque preghiere giornaliere, potendo arrestare, interrogare, trattenere le persone sospettate.

Tutto ciò è riportato con novizia di particolari nel romanzo che diventa una testimonianza, da parte di una donna straniera, di un codice di comportamento molto severo. Frances dovrà affrontare un mondo difficile, conoscerà alcune donne, sue vicine di casa, che riveleranno un duplice modo di essere: sono vittime ma anche complici. Danno vita a un universo femminile capace di ammaliare ma anche di intimorire. Nessuna democrazia potrà mai nascere senza “l’altra metà del cielo”. Ma proprio la complessità del mondo femminile può riservare delle sorprese.

“Otto mesi a Ghazzah Street” è un intenso romanzo che gode di un’armonia compositiva in grado di creare un inaspettato mosaico in cui si inseriscono le fragilità dei rapporti umani, la religione, le dipendenze, i gusti, le passioni. Un romanzo che esplora l’identità di una società complessa che deve ancora scoprire il potere del sorriso di una donna.

giovedì 3 agosto 2017

RECENSIONE | “La donna nella pioggia” di Marina Visentin

Carissimi lettori, dopo una breve pausa riprende l’attività del blog con la recensione di un thriller psicologico dal titolo accattivante visto il caldo infernale che Lucifero regala a tutti noi.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 8
La donna nella pioggia
Marina Visentin

Editore: Piemme
Pagine: 420
Prezzo: € 17,50
Sinossi
Pensavo di conoscere il posto di ogni cosa, il nome di ogni strada, la mappa della mia vita. Invece. Stella Romano non saprebbe dire quando le ore che compongono le sue giornate abbiano cominciato a scomparire. In una quotidianità senza imprevisti, scandita dalle attività ripetitive e confortanti delle figlie, dai viaggi di lavoro del marito, dai piccoli gesti di una vita agiata in cui continua a sentirsi un'estranea, a Stella mancano dei momenti; ore intere di cui non ha alcun ricordo, in cui compie azioni che poi si smarriscono nelle profondità della mente, in cui diventa un'altra persona. Un giorno, anche il vaso di sua madre - unico legame con la donna scomparsa quando lei aveva tre anni - va in mille pezzi: è il segno tangibile che qualcosa non va, davvero, e Stella non può più fingere indifferenza di fronte a ciò che sta accadendo. Deve andare fino in fondo, riaprendo pagine dolorose della sua vita. Scavando in un passato di cui pochissimi sono i testimoni - la madre è morta in un incidente e il padre si è tolto la vita in manicomio -, Stella si rende conto di aver vissuto sepolta nelle bugie di chi avrebbe dovuto amarla e di aver costruito la sua identità di donna su un'infanzia fasulla. Anche il marito sembra stare dalla parte di chi non vuole che lei arrivi alla verità, a una vita nuova, lontana dai dolori e dai drammi del passato. E Stella capisce che chi ha rubato i suoi ricordi è pericoloso, nel passato come nel presente.

Per tanto tempo ho pensato al mio angolo di mondo come al più confortevole dei nidi, un luogo sicuro, dove essere felici, sentirsi al riparo.

Pensavo di conoscere il posto di ogni cosa, il nome di ogni strada, la mappa della mia vita.

Invece.
Stella, la protagonista del romanzo, è una donna apparentemente felice. È una disegnatrice di libri per bambini, ama sostituire le parole con i disegni, ha una bella casa, che però non ama, un marito distratto e due bambine che adora. Ha un padre adottivo che le vuole bene ed è l’unico legame con un passato doloroso. La mamma di Stella è mancata in modo tragico quando lei aveva tre anni e il padre si è tolto la vita in manicomio. Un passato tragico mai del tutto svelato, molte le domande senza risposta, molte le ombre che si allungano nel presente. A un certo punto, in un momento particolare della sua vita, Stella inizia a perdere il tempo. La prima volta che succede Stella perde un’ora. Il tempo svanisce nel nulla, non ricorda cosa ha fatto in quel lasso di tempo. Le sue azioni si smarriscono nella profondità della mente, cosa sta succedendo? Stella ha già perduto parte del suo passato, ora anche il presente diventa nebuloso frantumandosi con perdita di memoria, allucinazioni, attacchi di panico. Per fermare il disintegrarsi del suo presente Stella deve far luce sulle sue origini. Scoprire le sue vere radici per costruire l’identità che le manca per proiettarsi nel futuro.

Ho letto questo thriller tutto d’un fiato ipnotizzata dalla ricerca di Stella. Il suo passato si scopre essere un cumulo di menzogne, ricordi sbiaditi di una verità sibillina. La prima parte del romanzo è costituita da momenti di paura, allucinazioni, ansia che assalgono la protagonista. Si evidenzia subito un malessere psicologico profondo. Malessere che mi ha subito contagiata instillando in me la voglia di sapere.

Stella perde dei pezzi di vita e i ricordi non le forniscono un appiglio sicuro.
Non siamo noi che decidiamo dei nostri ricordi. Sono loro, i ricordi, che decidono se restare o svanire dalla mente.
Quanti dubbi, mezze verità e una montagna di menzogne. La ricerca della verità non sarà una passeggiata. La vita è complessa, fatta di silenzi, paure, reticenze. La verità è un bisogno per Stella, perché conoscere il suo passato le permetterà di comprendere il presente e progettare il futuro. Per anni è stata immersa in un mare di frottole. Tutto ruota attorno ai suoi genitori. Le menzogne, dette da chi avrebbe dovuto amarla, le hanno regalato un’identità di donna costruita su un’infanzia fasulla. Solo la verità potrà sistemare ogni cosa. Forse.
La verità. C’è chi dice che rende liberi. È una menzogna. La verità è una prigione. Un dolore senza fine. Una voragine che inghiotte ogni cosa. Un abisso nero che riflette solo la tua disperazione.
“La donna nella pioggia” è un thriller psicologico ben scritto. La trama complessa cattura l’attenzione del lettore ed è praticamente impossibile chiudere il libro prima di aver letto l’ultima pagina. Mi è piaciuta molto l’interazione dei personaggi che evolvono continuamente. Le figure femminili, ben caratterizzate, sono fonte di conflitto e riflettono il tipico contrasto dei rapporti tra donne. La storia non si svolge esclusivamente a Milano. Con mia grande sorpresa ho intrapreso, con Stella, un viaggio con varie tappe: Torino,  Buenos Aires e Patagonia. Stella rincorre la verità e insegue un padre fantasma.  Durante “il viaggio” tanti i temi su cui mi sono fermata a riflettere. Mi ha colpita l’associazione tra verità e paura, tra giustizia e verità. Il bisogno di sapere è più forte della paura di ciò che potremmo scoprire? La giustizia percorre la stessa strada della verità? Spesso quando la giustizia arriva, tutto si è già concluso. Per la verità non c’è una scadenza ma può far male. Molto, molto male!

Marina Visentin, non so se avete letto la sua “Biancaneve” noir, ha creato dei personaggi reali con pregi e difetti. Stella, inizialmente fragile e insicura, riesce a prendere le redini della sua vita e si pone degli obiettivi che riesce a raggiungere tra mille difficoltà. Continua imperterrita la sua ricerca dimostrando che scoprire la verità sulle proprie origini è fondamentale per poter costruire una vita nuova. Un futuro sulle ceneri del passato. Un passato dai ricordi sbiaditi, un passato pericoloso, un passato da cui giunge l’eco di una voce materna e la foto sbiadita di un padre rinchiuso in un manicomio. Buona lettura!

giovedì 13 luglio 2017

RECENSIONE | "Il criminale" di Massimo Lugli [Review Party]

Carissimi lettori, l’estate sarà anche sinonimo di vacanza ma questo caldo afoso lo vivo come una minaccia personale. Per difendermi ho una strategia personalizzata: una fresca macedonia e un buon libro. Per la macedonia decidete voi quale frutta scegliere, il buon libro ve lo consiglio io: “Il Criminale” di Massimo Lugli, da oggi in libreria.

Un thriller avvincente grazie al carisma dei suoi protagonisti. Due ragazzi in fuga, tra rapine, malavita e sparatorie, diventano la coppia più ricercata nell’Italia oscura degli anni Ottanta.

STILE: 8 | STORIA: 7 | COVER: 7
Il criminale
Massimo Lugli

Editore: Newton Compton
Pagine: 384
Prezzo: € 9,90
Sinossi
Consiglio Spada, detto “Sbrego”, finisce nei guai il giorno stesso in cui lascia l’istituto minorile. Per nulla intenzionato a tornare dalla sua famiglia di giostrai, inizia a condurre una vita randagia, ma i problemi non tardano ad arrivare: coinvolto suo malgrado in una rapina, è costretto a scappare e da quel momento gli capita di tutto. Dopo un incontro fortuito in treno, finisce in una comunità hippy nei boschi della Toscana. Impara a cacciare con l’arco e a vivere senza luce, acqua, gas. Abbandonata la comune, raggiunge Genova ed entra in un piccolo giro di malavita, ma dopo una rapina andata male, deve darsi di nuovo alla fuga. La sua vita cambia improvvisamente quando incontra Zoe, una ragazza affascinante, imprevedibile e contraddittoria che nasconde un passato inquietante. L’amore tra i due giovani allo sbando si consuma tra giacigli improvvisati, alberghi, furti e inseguimenti. Finché Sbrego e Zoe non diventano la coppia più ricercata d’Italia. Ma l’escalation di violenza di cui sono protagonisti non potrà che finire in tragedia…

Diciannove anni ancora da compiere non è l’età giusta per dire addio alla vita, anche a una vita dietro le sbarre.
Consiglio Spada, detto Sbrego per la cicatrice che deturpa la sua guancia, è appena uscito da un istituto minorile. Ad attenderlo non c’è nessuno. Dalla sua famiglia di giostrai è meglio stare alla larga. Nessun parente, nessun amico. Inizia a spostarsi senza una meta ben precisa ma i problemi non tardano ad arrivare. Sbrego si lascia coinvolgere in una rapina che finisce in un lago di sangue. Per nascondersi e riprendere fiato, Sbrego finisce in una comunità hippy nei boschi della Toscana. Qui non ci sono leggi, tutti sono liberi. La comunità ha bandito la vita civile, la quotidianità è scandita dal lavoro,dalle pratiche mistiche, dalla caccia, dalle discussioni. Nessuna comodità, si vive senza luce, acqua e gas, a stretto contatto con la natura. Posto ideale per sottrarsi al lungo sguardo della polizia ma Sbrego riesce a cacciarsi nei guai anche in questa oasi di pace. Abbandonata la comune, raggiunge Genova, entra in un piccolo giro di malavita, partecipa a una rapina finita male e riprende la sua fuga. Conosce Zoe, una ragazza con una visione particolare del mondo. La violenza nasce dall’ignoranza e dalla miseria. La società, senza alcuna pietà, schiaccia i più deboli.

Inevitabilmente nasce l’amore tra i due giovani, continuano insieme il viaggio-fuga tra giacigli improvvisati, furti e rapine, inseguimenti e sparatorie. Nel tentativo di eclissarsi i due giovani giungono a Napoli, quartiere Miracoli, dove tutto è targato camorra.

Ancora furti, inseguimenti, omicidi. Ormai Sbrego e Zoe sono la coppia più ricercata d’Italia. Tutto finirà in tragedia.

Massimo Lugli, giornalista di “la Repubblica”, si è occupato per 40 anni di cronaca nera. È stato finalista al Premio Strega con “L’istinto del lupo”. Cintura nera di Karate e istruttore di tai ki kung, Lugli pratica fin da bambino le arti marziali di cui parla nei suoi romanzi.

“Il Criminale” è un romanzo pieno d’azione e di emozioni. Con un linguaggio brusco quasi duro, Lugli ha dato vita a una storia forte in cui solitudine, dolore, odio, amore e morte, si intrecciano creando una ragnatela in cui si muovono i protagonisti. Sbrego e Zoe vivono il loro amore con la costante presenza di una minaccia: l’arrivo della polizia, l’arresto, il carcere.

Leggendo questo avvincente thriller, che a grandi linee ricorda la ben nota storia di Bonnie e Clyde, sono stata pervasa da un senso di rassegnazione. La sorte dei due ragazzi è segnata fin dall’inizio. L’infanzia di Sbrego si può riassumere in tre parole: botte, miseria, arresti. La violenza è stata la sua compagna di giochi, ha bruciato la sua vita in una manciata d’anni. Sbrego è “un ragazzino con le mani sporche di sangue”. Il suo destino era già scritto.

Zoe non ama alcun tipo d’imposizione, è uno spirito libero, determinata e indipendente, non riconosce alcuna autorità. In Sbrego trova l’anima gemella, l’unico che possa comprenderla veramente. Pochi momenti di felicità nell’illusione del “per sempre” a qualunque costo.

Questi ragazzi mi si sono presentati spesso nella duplice veste di vittima e carnefice. Mi sono piaciute le parole dell’avvocato difensore di Sbrego che durante il processo, inevitabile passaggio verso il sicuro e duraturo carcere, arringa:
Il destino di un ragazzo che non ha ancora compiuto vent’anni è nelle vostre mani, signori della Corte. Consiglio Spada, nella vita, non ha avuto una chance. Siate voi a dargliene una. Permettetegli di cambiare, di ravvedersi. Salvate il suo futuro.
Non vi svelo come evolveranno i fatti. La vita gioca con il destino di questi ragazzi fino alla fine. La libertà di scelta forse tanto libera non è. Il male è ovunque, cammina con noi è dentro di noi.

Ho letto questo romanzo tutto d’un fiato, pagine violente si alternano a commoventi passaggi. Incisiva la descrizione dettagliata della vita in carcere regolata da un vero e proprio manuale di comportamento. Scoprirete i contrasti anche tra le forze dell’ordine, poliziotti e carabinieri non hanno un comportamento ottimale. I giornalisti poi fanno il loro mestiere e battezzano Sbrego “il killer dei poliziotti”. La notizia prima di tutto.

Questa storia nera vi mostrerà come due vite lontane possano unirsi in un amore cementato dal sangue. Vivrete, con i protagonisti, gli imprevisti, le avversità, i colpi di fortuna che si creano durante una fuga. Tante situazioni diverse che vi porteranno a riflettere sul comportamento dei ragazzi. Non c’è condivisione o condanna. Solo una triste presa visione di due vite bruciate. La realtà, purtroppo, non è così diversa dalla fantasia. Storie di criminali in fuga si leggono tutti i giorni sui giornali. Uomini violenti che spariscono nel nulla. La polizia fa del suo meglio ma, a volte, fermare la libertà è quasi impossibile.
Vent’anni come una pisciata.

Venderà cara la pelle

Johnny non si arrenderà

Né finestre, né mura, né celle

Mai potranno fermare

La sua libertà.

Gang, “Johnny lo Zingaro”

mercoledì 28 giugno 2017

BLOGTOUR "Eisenberg" di Andreas Föhr | Recensione in anteprima

Carissimi lettori, è con vero piacere che vi presento, per Fazi Editore nella Collana Darkside, il nuovo avvincente legal thriller  firmato da Andreas Föhr : “Eisenberg”.

Il romanzo, nelle librerie dal 29 giugno, ci permetterà di conoscere l’affascinante mondo legale per assistere, da una posizione privilegiata, all’intreccio tra fatto criminoso e sistema giudiziario passando per avvocati, pubblici ministeri, giudici e imputati.

Non abbiate alcun timore, la noia è bandita dalle aule di questo processo dove la ricerca della verità si evolverà con varie testimonianze che scateneranno una sfida tra difesa e accusa. L’imputato farà di tutto per alimentare la confusione ma la verità trionferà anche se depistaggi e false prove creeranno un bel caos.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
Eisenberg
Andreas Föhr

Editore: Fazi
Pagine: 448
Prezzo: € 16,00
Sinossi
Johanna Mend, giovane studentessa, viene assassinata e orribilmente mutilata in un parco di Monaco. Tanto le indagini della polizia quanto il referto del medico legale convergono sullo stesso sospettato: un uomo di mezza età senza fissa dimora, che Rachel Eisenberg – avvocato di grido e madre di una figlia adolescente – accetta di difendere nonostante l’iniziale riluttanza. Ma quando si trova seduta davanti al suo cliente, Rachel resta allibita. Quell’uomo lo conosce bene: è il professor Heiko Gerlach, astro della fisica teorica con cui ha avuto una relazione diciotto anni prima. Come è finito sulla strada? Ma soprattutto: è davvero uno psicopatico omicida? Si riapre così, in modo traumatico, un capitolo che Rachel pensava chiuso per sempre. A complicare ulteriormente la situazione, Heiko si rivelerà un cliente inaffidabile, un uomo che ha fatto dell’introversione il proprio baluardo e che, sempre di più, tornerà a mostrare quel lato oscuro che sin dai tempi della loro relazione l’aveva inquietata. Per fare chiarezza Rachel è disposta a tutto: anche a mettere in pericolo la sua stessa vita…

Il referto dell’autopsia si atteneva ai fatti, senza addentrarsi in considerazioni. Ma le cose dovevano essere andate così, o in modo non troppo diverso: il primo colpo aveva raggiunto la vittima da dietro. La lama aveva attraversato un giubbino di piuma, un maglione di lana e una canottiera, poi era penetrato nella schiena della giovane donna a otto centimetri dalla colonna vertebrale. All’altezza dell’ultima vertebra toracica. Si era fatta strada tra la nona e la decima costola e aveva attraversato il lobo polmonare.
Quattro coltellate, in rapida successione. Il filo della lama rivolto verso l’alto, l’ultimo colpo sotto lo sterno. Poi l’assassino aveva estratto il coltello girando la lama verso destra, tagliando in due il cuore della giovane vittima.

Muore così una giovane studentessa, assassinata e orribilmente mutilata in un parco di Monaco. Le indagini puntano il dito verso un uomo senza fissa dimora che Rachel Eisenberg – avvocato di grido e madre di una figlia adolescente – accetta di difendere. Grande è la sorpresa dell’avvocato quando si rende conto di conoscere già il sospettato: è il professor Heiko Gerlach, astro della fisica teorica con cui ha avuto una relazione molti anni prima. Rachel si pone molte domande, non riesce a vedere nell’uomo uno psicopatico omicida. Le cose si complicano quando il professore confessa l’omicidio, poi ritratta la confessione rivelandosi un cliente inaffidabile. Rachel si ritroverà profondamente e personalmente coinvolta nella vicenda.

Con un giusto equilibrio tra thriller giudiziario e psicologico, “Eisenberg” è una lettura avvincente con una trama fitta e ricca di colpi di scena, con un finale inaspettato.

L’omicidio, presentato nei primissimi capitoli,  è il seme da cui germoglieranno multiple verità che si riflettono in un gioco di specchi intrigato e intrigante. La polizia indaga in modo superficiale, per loro il colpevole è già stato arrestato. Nessun dubbio, Gerlach è l’omicida. Rachel - donna intraprendente, avvocato sicuro e tenace – riesce a smontare il quadro probatorio presentato dall’accusa. Le aule di giustizia accolgono un processo difficile, le ricerche non si fermano mai coinvolgendo l’intero studio legale guidato dalla bella e brava Rachel. Ho subito provato una sorta di empatia con Rachel. Le sue ansie, le sue paure sono diventate le mie ansie, le mie paure. Mi sono sentita coinvolta nell’indagine, ho elaborato una mia tesi fallendo miseramente anche se qualcosa l’avevo ben compresa. Nulla è come appare.

Quando leggo un thriller cerco sempre il piacere della suspense, il brivido dell’imprevisto, la meraviglia del colpo di scena. Adoro assistere alla vittoria della giustizia, mi rassicura sapere i colpevoli in prigione. Il caos creato dal crimine deve necessariamente lasciare il posto all’ordine. In “Eisenberg” i tasselli della verità sono abilmente mescolati ai tasselli delle menzogne. Lo scrittore riesce a tessere le fila di più storie che appaiono, inizialmente, slegate fra loro per poi ricongiungersi a formare il puzzle dai tasselli mescolati. Il ritmo del romanzo è formato da accelerazioni e pause che conferiscono dinamicità agli eventi. Spesso il filo narrativo principale sposa elementi di vita privata della protagonista e ciò rende la lettura ancora più avvincente e realistica.  Rachel non è l’eroina dei tribunali ma una donna alla ricerca della verità. La sua vita non è perfetta, anzi lotta, nel quotidiano, con problemi comuni a tutti noi. Ama il suo lavoro, è pronta a proteggere a tutti i costi la sua famiglia, ha un ex marito pieno di dubbi, qualche timido corteggiatore e un amore infinito per la giovane figlia.

Leggendo “Eisenberg” non ho potuto fare a meno di notare l’intreccio tra i lati oscuri di alcuni personaggi e l’accurata descrizione delle vicende processuali. Vengono narrate le visite in carcere, le conversazioni con il detenuto, le strategie processuali, l’ interrogatorio seguito dal controinterrogatorio. Non è sottovalutato il  lato psicologico spesso complesso dei personaggi. Un bel mix che cattura l’attenzione del lettore e lo conduce fino all’ultimo capitolo che si mostrerà in una nuova e dirompente luce omicida. Riuscirà Rachel a scoprire il colpevole? 




Buon proseguimento :)

venerdì 23 giugno 2017

RECENSIONE | "Il morso" di Simona Lo Iacono

Vi riconosco, miei simili, o mostri della terra.
Al vostro morso è caduta la pietà,
e la croce gentile ci ha lasciati.
                                                            
Con questa epigrafe, la poesia “Giorno dopo giorno” di Salvatore Quasimodo, la scrittrice Simona Lo Iacono ci apre le porte del suo romanzo “Il morso”, edito Neri Pozza. Appare evidente che i temi trattati coinvolgono l’uomo e le sue debolezze, le sue mostruosità. Fra le pagine del romanzo svaniranno i sentimenti di pietà e di umanità. La morte giocherà con la vita. I desideri di violenza e ricchezza semineranno dolore e morti. La ribellione si vestirà di sangue, l’amore si trasformerà in odio, la pace in guerra. Solo una donna, il suo sacrificio per amore, donerà speranza per una vita migliore, per un futuro vissuto in pace. Questa donna non ha voce, ultima tra gli umili, diventerà, a sua insaputa, una delle protagoniste dei moti rivoluzionari del 1848 a Palermo. La Storia non conosce il suo nome. Simona Lo Iacono la presenta ai suoi lettori. È Lucia Salvo, a’ siracusana, detta la “babba”, la pazza.

STILE: 8 | STORIA: 9 | COVER: 8
Il morso
Simona Lo Iacono

Editore: Neri Pozza
Pagine: 238
Prezzo: € 16,50
Sinossi
Palermo, 1847. Lucia Salvo ha sedici anni, gli occhi come «due mandorle dure» e una reputazione difficile da ignorare: nella sua città, Siracusa, viene considerata una «babba», ossia una pazza. La nomea le è stata attribuita a causa del «fatto», ovvero il ricorrere di improvvise e violente crisi convulsive, con conseguente perdita della coscienza. Il «fatto» aleggia sulla vita di Lucia come un'imminenza sempre prossima a manifestarsi, un'ombra che la precede e di cui nessun medico ha saputo formulare una diagnosi, a parte un tale John Hughlings Jackson che al «fatto» ha dato un nome balordo: epilessia. Un nome che le illustri eminenze mediche siciliane hanno liquidato con una mezza alzata di spalle. Per volontà della madre, speranzosa di risanare le sorti della famiglia, Lucia viene mandata a Palermo a servizio presso la casa dei conti Ramacca. Un compito che la «babba» accetta a malincuore, sapendo che il Conte figlio si è fatto esigente in tema di servitù femminile. Da quando, infatti, in lui prorompe la vita di un uomo, l'intera famiglia si è dovuta scomodare a trovargli serve adatte alla fatica, ma anche, e soprattutto, agli esercizi d'amore. Stufo delle arrendevoli ragazze che si avvicendano nel suo letto, il Conte figlio è alla ricerca di una donna che per una volta gli sfugga, dandogli l'impressione che la caccia sia vera e che il trofeo abbia capitolato solo per desiderio. O, meglio, per amore. Quando il nano Minnalò, suo fedele consigliere, gli conduce Lucia, il Conte figlio le si accosta perciò con consumata e indifferente esperienza, certo che la bella siracusana non gli opporrà alcuna resistenza. La ragazza, però, gli sferra un morso da furetto. Un morso veloce, stizzito, che lo fa sanguinare e ridere stupefatto. Un gesto di inaspettata ribellione che segnerà per sempre la vita di Lucia, rendendola, suo malgrado, un'inconsapevole eroina durante la rivoluzione siciliana del 1848, il primo moto di quell'ondata di insurrezioni popolari che sconvolse l'Europa in quel fatidico anno.

Palermo, Real Casa dei pazzi, 18 febbraio 1861

Dalla parete della cella n.27, angolo sud-est. Iscrizione muraria 122, rep. 18:

Se chiedete in giro, non vi diranno che ho un nome. Non vi diranno neanche che ho mente e lingua. Scrolleranno le spalle con insofferenza, qualcuno con pietà. Sorrideranno, altri. Vi riferiranno che, forse, un tempo capivo. Che, forse, babba ci sono diventata. La vita, diranno. I dolori, i parti, le morti.
Lucia Salvo è un personaggio realmente esistito. Ce ne parla Luigi Natoli nelle sue “Cronache e leggende di Sicilia”. Simona Lo Iacono dà voce a Lucia collocandola al centro di un romanzo storico che ha la funzione di una macchina del tempo. Leggendolo mi sono ritrovata nella Palermo del 1847, tra povertà e nobiltà, cospirazioni e giochi politici. Un passato che narra anche il nostro presente colmo di contraddizioni, tumulti, problemi economici.

Immergiamoci nella storia, provate a chiudere gli occhi, sentite l’odore del mare? Siamo in Sicilia a Siracusa, la Babba ci aspetta.

Lucia Salvo aveva sedici anni ed era, da tutti, considerata pazza a causa del “fatto”. La ragazza aveva ricorrenti e improvvise crisi convulsive con perdita della coscienza. All’epoca la malattia non era conosciuta, la medicina parlerà di Epilessia negli anni a seguire, quindi Lucia veniva considerata pazza.

Per volontà della madre Lucia viene mandata a Palermo a servizio presso i conti Ramacca. Il conte figlio predilige serve adatte alla fatica, ma anche, e soprattutto, agli esercizi d’amore. Stanco d’incontrare fanciulle ben disposte a soddisfare le sue voglie amorose, il conte figlio spera di trovare una donna “difficile” da conquistare. Una donna che sappia resistergli. Detto, fatto. Quando il nano Minnalò, suo fedele consigliere, gli conduce Lucia, il conte figlio è sicuro di trovarsi di fronte a un’altra semplice preda. Si sbaglia. Nel momento in cui l’uomo si avvicina alla ragazza, certo che la bella siracusana non gli opporrà alcuna resistenza, riceve una terribile accoglienza. Lucia gli sferra un morso che lo fa sanguinare. Questo gesto di ribellione segnerà per lei l’inizio di una nuova vita. Viene mandata a casa degli Agliata e usata, a sua insaputa, per portare dei messaggi scritti allo Steri, il carcere di Palermo, dove si trovano i rivoluzionari anti-borbonici. Da quel momento la babba inizierà un cammino che la porterà a diventare un’eroina della rivoluzione siciliana del 1848. La Storia non conoscerà mai il suo nome, la sua storia rimarrà nell’ombra. Oggi, grazie alla scrittrice Lo Iacono, abbiamo la possibilità di leggere una storia di struggente bellezza. Una storia che parla della ricerca del senso della propria vita in un momento storico difficile e travolgente.

Ho letto “Il morso” tutto d’un fiato stregata dai suoi molteplici personaggi. I conti Ramacca, Manfredi e Assunta Agliata, il nano Minnalò, il castrato signorino rappresentano tante storie che arricchiscono la lettura. Tutti hanno un ruolo nella società dell’epoca,  a livelli diversi rappresentano il mondo siciliano in cui la povertà tangibile si scontra con l’apparente nobiltà.

Nel mondo capovolto, così l’autrice definisce la società dell’epoca, Lucia, che tutti hanno definita pazza, è l’unica persona normale. I suoi pensieri, le sue azioni riflettono coraggio e intelligenza, capacità di scindere il bene dal male, fermezza nell’agire e sicurezza nella volontà di sacrificarsi in nome dell’amore e della giustizia.
Una pazza e un detenuto, due mezzi scarti che, accoppiati, fanno uno scarto intero. Hanno imparato quello che imparano tutti gli amanti quando il mondo ci si mette di mezzo: a rendersi creature notturne, con diritto d’accesso solo nei sogni.
Con un linguaggio incisivo, essenziale, un ritmo dell’azione serrato e coinvolgente, l’autrice narra una tragica storia che la finzione letteraria non stravolge ma le dona la possibilità di essere conosciuta. Dare la voce agli umili è un modo per riconoscere loro ruolo nella Storia che spesso dimentica. Dal passato una figura dimenticata ci coinvolge offrendoci la cronaca della sua vita. Un ponte di emozioni lega il passato al presente, le eroine di ieri si riflettono nelle donne coraggiose del nostro presente. A noi il compito, l’arduo compito, di ascoltare quelle voci dimenticate. Vi troveremo fragilità e forza, volontà e sacrificio, voglia di cambiamento e desiderio di giustizia. Le donne testimoni di un tempo senza età. Ascoltiamole.

lunedì 19 giugno 2017

RECENSIONE | "Eppure cadiamo felici" di Enrico Galiano

Enrico Galiano è un nome famoso tra i giovani, i suoi post su Facebook sono letti da tantissimi ragazzi. Galiano, nel 2015  è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia, racconta, nel suo romanzo “Eppure cadiamo felici”, il momento in cui tutto il mondo appare come un nemico, quando il buio ti circonda e non sai più cosa fare. Racconta come, nel buio, si può intravedere la luce che prende le fattezze di un’altra persona. Una persona in grado di comprendere il tuo disagio. Così basta appoggiare la testa su quella spalla pronta a sorreggerti perché le emozioni non facciano più paura.

STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 6
Eppure cadiamo felici
Enrico Galiano

Editore: Garzanti
Pagine: 381
Prezzo: € 16,90
Sinossi
Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A diciassette anni, a scuola si sente come un'estranea per i suoi compagni. Perché lei non è come loro. Non le interessano le mode, l'appartenere a un gruppo, le feste. Ma ha una passione speciale che la rende felice: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo, come cwtch, che in gallese indica non un semplice abbraccio, ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro. Gioia non ne hai mai parlato con nessuno. Nessuno potrebbe capire. Fino a quando una notte, in fuga dall'ennesima lite dei genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. Nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia, per la prima volta, sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Per la prima volta non è sola. E quando i loro incontri diventano più attesi e intensi, l'amore scoppia senza preavviso. Senza che Gioia abbia il tempo di dare un nome a quella strana sensazione che prova. Ma la felicità a volte può durare un solo attimo. Lo scompare, e Gioia non sa dove cercarlo. Perché Lo nasconde un segreto. Un segreto che solamente lei può scoprire. Solamente Gioia può capire gli indizi che lui ha lasciato. E per seguirli deve imparare che il verbo amare è una parola che racchiude mille e mille significati diversi. Un romanzo su quel momento in cui il mondo ti sembra un nemico, ma basta appoggiare la testa su una spalla pronta a sorreggere, perché le emozioni non facciano più paura.

“Wenn ein Gluckliches fallt”, è l’ultimo verso di una poesia di Rainer Maria Rilke, che tradotta recita più o meno così:

“E noi che pensiamo la felicità come un’ascesa
Ne sentiremmo il tocco,
che quasi ci sgomenta,
quando una cosa felice cade.”
Per Gioia, la protagonista del romanzo,  questo verso parla della bellezza delle cose che cadono, della bellezza delle cose che tutti rifiutano e che se ne sta nascosta tra le cose inutili che tutti buttano via.
Sai perché mi scrivo sul braccio tutti i giorni quelle parole, “la felicità è una cosa che cade”?

Per ricordarmi sempre che la maggior parte della bellezza del mondo se ne sta lì, nascosta lì: nelle cose che cadono, nelle cose che nessuno nota, nelle cose che tutti buttano via.
Gioia, chiamata confidenzialmente Maiunagioia dai suoi compagni, è una diciassettenne timida che non riesce a socializzare con i suoi compagni. Non condivide con loro l’interesse per la moda, per le feste e i pettegolezzi. Lei ha due grandi passioni: colleziona parole intraducibili di tutte le lingue del mondo e ama fotografare le persone prese di spalle. Nessuno condivide con lei queste passioni, nessuno potrebbe capirla. Poco male, Giulia risolve dando vita a un’amica immaginaria, Tonia, sempre pronta a dire le cose in faccia, senza alcun problema.

La famiglia di Giulia si può paragonare a un iceberg di problemi. I genitori, fedeli compagni di grandi bevute, litigano spesso fra loro creando, in casa, un clima insostenibile da cui la ragazza scappa appena può. Così una sera Giulia incontra, in un bar, un misterioso ragazzo, Lo. Chiacchierata dopo chiacchierata, Giulia inizia a fidarsi di Lo, lui la comprende e non la vede come una marziana sulla Terra. Sera dopo sera, tra confidenze e risate e scherzi, Lo diventa sempre più importante per Giulia. Ogni cosa assume un colore diverso, il buio inizia a cedere il posto alla luce,il cuore mette a tacere la ragione e le regala intense emozioni. La felicità è a portata di mano? Forse. Anzi, no!

Quando Lo scompare, svaniscono con lui le emozioni appena provate. Ma il cuore è tenacemente convinto che ci sia ancora una possibilità. Una possibilità per ritrovare Lo, per sciogliere il nodo che lega il passato del ragazzo, per ritrovare la felicità perduta, per coniugare il verbo amare nei suoi mille significati diversi.

“Eppure cadiamo felici” è un romanzo che parla proprio delle mille sfumature della parola amore che non si possono guardare con gli occhi della ragione. Tra i personaggi del libro ho amato il professore Bova, insegnante di filosofia, pronto a rispondere a tutte le domande dei suoi allievi e di Gioia in particolare. Ho apprezzato i riferimenti alla favola scritta da Apuleio, Psiche e Amore, per spiegare un aspetto della vita. In ogni persona, il poroso confine tra luce e buio, crea problemi. A volte, qualsiasi scelta si faccia, inevitabilmente qualcuno soffrirà.  È una lotta continua tra razionalità e istinto, ma,alla fine dall’unione dell’anima e dell’amore nascerà il piacere.

Ed è questo il lungo viaggio che Gioia dovrà affrontare  alla ricerca di Lo, per dare un nome alla strana sensazione che prova, per ritrovare quell’attimo di felicità in cui il mondo cambia. Quando “io” diventa “noi”, quando due anime si incontrano e scoprono i primi tumulti del cuore, quando non si ha paura di ascoltare il rumore della felicità, allora la vita cambia per sempre. L’adolescenza, tema portante del romanzo, è vissuta come un periodo in cui ci si sente soli contro tutti. Ai ragazzi bisogna dare fiducia e responsabilità, lasciare che compiano scelte ed errori. Così diventeranno più forti e le loro fragilità diminuiranno.

“Eppure cadiamo felici” è un romanzo intenso, si legge piacevolmente lasciandosi trasportare dalle emozioni che prima in sordina, poi sempre più plateali, rendono la storia ricca di domande a cui non viene data una risposta. La lettura scorre fluida, capitoli di varia lunghezza si susseguono regalando ritmo alla storia arricchita con citazioni di scrittori, poeti, musicisti. Sicuramente è un romanzo che volge lo sguardo verso il mondo dei giovani ma in ognuno di noi sopravvive la nostra gioventù. Si è fragili oggi come ieri, si è fragili da giovani e da adulti, da figli e da genitori. Ma, anche nella fragilità, si può trovare l’attimo di felicità che illuminerà la nostra vita lasciando che l’amore nutra i nostri cuori.