venerdì 21 aprile 2017

RECENSIONE | "Il mistero di Paradise Road" di Pietro De Angelis

Carissimi lettori, ho appena concluso la lettura di un romanzo intenso e sorprendente che emana un lieve profumo di lavanda. Sì, questa lettura stimolerà la vostra immaginazione e i vostri sensi. Vi sembrerà di viaggiare nel tempo, giungerete nella Londra vittoriana, fascinosa e imprevedibile. Conoscerete gente seria, anzi serissima. Camminerete per i quartieri della città, sfiderete la nebbia e giungerete a Paradise Road. Se siete pronti, senza indugi, chiudete gli occhi: Londra ci aspetta.

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
Il mistero di Paradise Road
Pietro De Angelis

Editore: Elliot
Pagine: 316
Prezzo: € 17,50
Sinossi
Il 15 gennaio del 1875 a Paradise Road, una via di linde casette a schiera alla periferia di Londra, morirono nella stessa notte dodici persone. Né Scotland Yard né la scienza riuscirono mai ad appurare la causa di quei decessi. Soltanto alcuni decenni dopo viene alla luce il documento che svela finalmente la verità su quel caso, di cui fu protagonista Lionel Morpher, impiegato esemplare all'Ufficio Brevetti, la cui moglie Alphonsine fu "vittima" di una passione totalizzante per la poesia. In una Londra nebbiosa e carica di mistero, Lionel si imbarcherà in un'impresa per salvare la moglie dalla sua "follia", entrando in un nuovo mondo, ricco di incredibili scoperte scientifiche che annunciano l'arrivo della modernità.

A certe domande, vedete, si può rispondere con un sì o con un no. Ad altre si può rispondere con poche frasi chiare e inequivocabili. Ma ci sono delle domande – delle domande molto speciali – a cui si può rispondere soltanto raccontando una storia.
15 gennaio 1875. A Paradise Road, una via alla periferia di Londra, morirono nella stessa notte dodici persone. Né la polizia né la scienza riuscì a risolvere il caso. Alcuni decenni dopo un documento svelò la verità su quel caso. I protagonisti furono Lionel Morpher, impiegato esemplare all’Ufficio Brevetti, e sua moglie Alphonsine, succube di una passione deleteria per la poesia. Quando Lionel scopre tale passione, considera la moglie affetta da “follia” e decide di fare l’impossibile per salvarla.

“Il Mistero Di Paradise Road” è un romanzo che svela subito la sua natura complessa in un continuo confronto tra Ordine e Caos. Se osservate la cover, noterete che le porte e le finestre della casa di Lionel sono tutte chiuse. In casa, al riparo dagli occhi della società, i protagonisti si mostrano come realmente sono. Al di fuori delle mura domestiche sono la bella copia di se stessi: marito ossequioso lui, moglie sottomessa lei. Questo aspetto del romanzo mi è piaciuto in modo particolare perché mette in evidenza la doppia natura dell’uomo nascosta da uno stile di vita esemplare. Lionel e Alphonsine hanno una seconda natura che mascherano a tutti, una seconda identità foriera di incomprensioni tra i coniugi.

Con penna raffinata, lo scrittore sposa il noir con profonde riflessioni sul senso della vita. Narra dell’amore e del suo potere. Svela la malsana passione di Alphonsine per la poesia. Si sofferma sulla capacità, spesso incapacità, del mondo di far buon uso delle invenzioni.
I migliori inventori non si sono limitati a progettare macchine per proteggere l’umanità dai suoi nemici esterni – la fame, le malattie, i disastri naturali – ma hanno anche capito che l’umanità andava curata dalle sue stesse perversioni.
Lionel è convinto di dover salvare sua moglie dalla poesia, dal suo malefico potere. Non si fermerà davanti a nulla entrando in un nuovo mondo, ricco di scoperte scientifiche che annunciano l’arrivo della modernità.

Una cosa è assodata, per Lionel nulla di buono può derivare dalla poesia. Compito di ogni buon marito è di far da guida alla moglie, trascorrendo insieme una vita onorata e felice.

Onore e sentimenti, conflitto tra prosa e poesia, sono il cuore del romanzo. Un cuore che pulsa sempre più velocemente conducendo a un finale sorprendente che svelerà ogni cosa.

La realizzazione de “Il Mistero Di Paradise Road” è stata lunga e impegnativa, 10 anni tra ricerche, traduzioni, stesura del romanzo. Oggi posso dire che ne è valsa la pena, una lunga incubazione per un romanzo che colpisce per la trama avvincente e per un genere misto fra noir e racconto del mistero.

Curata e suggestiva è l’ambientazione nella Londra vittoriana, palcoscenico perfetto per le vicende narrate. Istruttiva la descrizione di usi e costumi dell’epoca. Il moralismo borghese, il ruolo secondario della donna, la rigida divisione tra cuore e mente, tra sentimento e ragione. Sotto le sembianze del perbenismo si agitano passioni ed emozioni che devono essere taciute pena il disonore.

La lettura del romanzo scivola via veloce, belle le numerose descrizioni dei quartieri londinesi, arricchita da diari privati e lettere che svelano la vera natura di alcuni protagonisti.
Interessante l’idea negativa del potere della poesia. Nel romanzo troverete molti temi su cui riflettere. Per lo scrittore la poesia è un’esperienza vitale che abbraccia l’Universo. Condivido tale opinione.

Nel ringraziare Pietro De Angelis per avermi dato l’opportunità di leggere il suo appassionante romanzo, vi lascio con una citazione di Percy Bysshe Shelley, “Difesa della Poesia”:

“La Poesia e il Principio Egoistico, 
di cui il Denaro è l’incarnazione Visibile, 
sono il Dio e la mammona del mondo.”

3 commenti:

  1. questo l'ho notato e devo dire che mi intriga molto! tu hai confermato che devo dargli un'opportunità!!

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  2. Questo libro mi ispira moltissimo, grazie per la recensione accurata, mi hai convinta a leggerlo!

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  3. Il romanzo che fa per me, direi.
    Bellissima recensione (mannaggia!). :)

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