mercoledì 18 gennaio 2017

WWW Wednesdays #101

 WWW  Wednesdays è una rubrica creata dal blog Should be Reading 
e consiste nel rispondere a tre semplici domande:

-What are you currently reading? (Cosa stai leggendo adesso?)
-What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
-What do you think you’ll read next? (Cosa leggerai dopo?)


 
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What do you think you’ll read next?
(Cosa leggerai dopo?)
  

martedì 17 gennaio 2017

RECENSIONE | “Finché notte non sia più” di Novita Amadei

Cari lettori oggi non vi parlerò di un thriller mozzafiato ma vi coinvolgerò con un romanzo pacato e riflessivo, appassionato e delicato. Si tratta dell’ultima opera di Novita Amadei, “Finché notte non sia più”, edito Neri Pozza.

STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 8
Finchè notte non sia più

Autore: Novita Amadei

Editore: Neri Pozza 
Pagine: 236 
Prezzo: € 16,50
Sinossi
All'alba di un nuovo anno, Caterina giunge in Francia dove sua zia Liliana si è stabilita dopo il fatale incontro con un turista francese. Nel borgo, antico come un aratro, sembra che il tempo non calchi mai la mano: campi coltivati a orzo, frutteti per trarvi conserve e marmellate, forni a legna dove cuocere il pane dal sapore acidulo del lievito madre, tutto sembra ubbidire a un placido scorrere degli anni e delle ore. Capelli biondo ruggine e, dipinta sul volto, la bellezza senza compromessi della gioventù, Caterina ha lasciato Roma, con i suoi androni scrostati e le strade chiassose, per sfuggire all'abbraccio soffocante di sua madre e trovare la propria via nel mondo. Conclusi gli studi, ha raggiunto zia Liliana con la prospettiva di un lavoro in un poliambulatorio e l'idea di dare una mano nella conduzione del Liliane Coiffure, un lindo salone di parrucchiera dalle poltroncine viola che la zia ha aperto in quel borgo nel sud della Francia. Un giorno capita nel salone un vecchio signore con una massa scompigliata di capelli e una mano tremante abbandonata lungo la gamba. Si è ferito alla fronte nel tentativo di accorciarsi da solo i capelli, ed è in imbarazzo tra quelle poltroncine viola, i vasi di ranuncoli e le riviste di moda impilate negli angoli. Fuggirebbe, se non fosse per l'accoglienza che gli riserva Caterina, che si prende subito cura di lui. Come due anime che si sfiorano e si riconoscono, Caterina e Delio, il vecchio signore, comprendono all'istante che il filo del destino li unisce. La sera stessa la ragazza riempie una valigia e si stabilisce nel casolare accanto alla casa di Delio. Il vecchio vive solo, circondato da una terra dura, con malerbe che crescono ovunque e cumuli di sterpaglie affastellati lungo i camminamenti dell'orto, quell'orto che sua moglie Teresa coltivava con cura prima che la malattia se la portasse via. Caterina non tarda a capire che un'altra mancanza grava sul cuore malandato del vecchio: Daniele, il figlio che la foto sulla credenza raffigura come un giovane uomo prestante, coi capelli un po' lunghi e un'aria sfrontata, è assente da casa da più di quattro anni. In paese, dove tutti parlano di lui e qualche ragazza lo nomina con il rimpianto di una ex innamorata, si sussurra che una grave offesa l'abbia spinto a rifiutare ogni contatto col padre. Quando, però, dopo una caduta, Delio cede alla vecchiaia e si mette a letto col volto scavato dalla stanchezza della vita, Daniele compare sull'uscio di casa. E Caterina, tormentandosi una ciocca di capelli, lo accoglie con un sorriso di disagio, il cuore impazzito.


“Lenta – Notte – da consumare – Come Granelli su una spiaggia –
Troppo impercettibili da notare –
Finché Notte – non sia più.”    
Emily Dickinson

Questa poesia di Emily Dickinson è l’epigrafe del romanzo di Novita Amadei e ne racchiude, secondo me, l’essenza.

Caterina decide di raggiungere sua zia Liliana, che vive in Francia, per sottrarsi all’abbraccio soffocante di sua madre. Dopo una laurea in Infermieristica, la ragazza ha l’opportunità di lavorare in un poliambulatorio. Quando può Caterina aiuta la zia nella conduzione del Liliane Coiffure, un salone di parrucchiera dalle poltroncine rosa. Qui conosce Delio, un anziano signore emigrante italiano. Tra i due nasce un’amicizia immediata tanto che Caterina decide di andare a vivere nel casolare accanto alla casa di Delio. Il vecchio signore, malato di solitudine e minato nel fisico dal morbo di Parkinson, vive nell’attesa del ritorno del figlio Daniele. Il giovane è assente da casa da più di quattro anni. Cosa riserva il destino alla giovane protagonista del romanzo?
L’amore, la passione, sono una maledizione. Una paura che muta in euforia ma in cui sopravvive qualcosa di oscuro.
I MOTI DELL'ANIMO
Leggendo questo romanzo vi sembrerà di cogliere negli atteggiamenti, nei comportamenti, nei gesti dei protagonisti i sentimenti che animano i loro cuori. Le sensazioni, le inquietudini, la volontà diventano evidenti sui loro volti che rispecchiano l’anima e caratterizzano la loro vita. I ricordi sono un ponte con il passato che non ritornerà più e anzi racchiude un mondo lontano.

FINCHÈ NOTTE NON SIA PIÙ
Arriva un momento, nella vita di ognuno, in cui sembra che tutto sia terribilmente difficile e complicato da affrontare. La vita appare una zona grigia che prelude a un’interminabile notte dell’anima. L’angoscia, il dolore, la sofferenza fanno si che la luce della speranza sia offuscata dalle tenebre. Il tempo inesorabilmente trascorre portando con sé i ricordi e rendendo l’uomo fragile. Bisogna poter e voler reagire. La vita deve essere vissuta sempre con coraggio. Fare delle scelte non è facile, a qualunque età, ma è fondamentale per non lasciarsi abbracciare e soffocare dal buio della notte. La speranza deve poter ricondurre la luce nella nostra esistenza affinché notte non sia più.
È facile essere eroi quando si vola e si vede attraverso i muri, essere vecchi è ben più complicato.
Alcuni protagonisti di questo romanzo hanno superato gli ottant’anni e hanno in sé il ricordo delle loro esistenze e la consapevolezza che non si può tornare indietro. Gli anni non rendono forti anzi donano fragilità all’uomo. Quando, stanchi di lottare, cediamo alla vecchiaia sui nostri volti appaiono i segni della vita,della stanchezza della vita. Allora il nostro cuore chiama a raccolta le persone care e spera di rivedere i loro volti, ascoltare le loro voci e magari ricevere una tenera, seppur ultima, carezza.

RIFLESSIONI
Ho letto questo libro provando una gran malinconia che non mi ha mai abbandonata. Caterina è una giovane donna che, guidata da un impulso misterioso, si occupa dell’anziano Delio. In lei c’è la forza della gioventù, il cambiamento è il suo nutrimento, anche se sarà l’amore a permetterle di vincere un grande dolore che la travolgerà. Tutti  noi abbiamo provato la sensazione di buio che ti paralizza e rende il cuore fragile. I problemi della vita offuscano la luce e aprono le porte al buio. Ma, come viene detto nel romanzo, il buio è solo un colore che la speranza può cancellare. Ho riflettuto sui temi trattati. La solitudine degli anziani, le malattie che minano il corpo e la mente, i desideri da realizzare e che miseramente s’infrangono sulle rocce delle difficoltà. Tra le pagine di questo libro ho trovato la difficoltà dell’esistenza e la speranza dell’amore. Il buio è solo un colore, l’amore è vita. Finché notte non sia più.

giovedì 12 gennaio 2017

INCONTRO + RECENSIONE | "Il maestro delle ombre" di Donato Carrisi

Buongiorno lettori :) Oggi vi parlo di un romanzo che, sono sicura, avrete letto in tanti apprezzandone i contenuti e l’avvincente storia. L’autore è tra i miei scrittori preferiti, la critica specializzata lo considera l’indiscusso re italiano del thriller. Si tratta di Donato Carrisi, il suo nuovo romanzo “Il Maestro delle Ombre” pone sotto i riflettori la fragilità dell’uomo e la sua dipendenza dalla tecnologia. 

STILE: 8 | STORIA: 8 | COVER: 7
Il maestro delle ombre

      Ciclo di Marcus e Sandra       
#1 Il tribunale delle anime [recensione]
#2 Il cacciatore del buio [recensione]
#3 Il maestro delle ombre

Autore: Donato Carrisi
Editore: Longanesi | Pagine: 400 | Prezzo: € 18,80
Sinossi
Una tempesta senza precedenti si abbatte sulla capitale con ferocia inaudita. Quando un fulmine colpisce una delle centrali elettriche, alle autorità non resta che imporre un blackout totale di ventiquattro ore, per riparare l’avaria. Le ombre tornano a invadere Roma. Sono passati cinque secoli dalla misteriosa bolla di papa Leone X secondo cui la città non avrebbe «mai mai mai» dovuto rimanere al buio. Nel caos e nel panico che segue, un’ombra più scura di ogni altra si muove silenziosa per la città lasciando una scia di morti… e di indizi. Tracce che soltanto Marcus, cacciatore del buio addestrato a riconoscere le anomalie sulle scene del crimine, può interpretare. Perché Marcus è sì un prete, ma appartiene a uno degli ordini più antichi e segreti della Chiesa: la Santa Penitenzieria Apostolica, conosciuta anche come il tribunale delle anime. Ma il penitenziere ha perso la sua arma più preziosa: la memoria. Non ricorda nulla dei suoi ultimi giorni, e questo dà un enorme vantaggio all’assassino. Soltanto Sandra Vega, ex fotorilevatrice della Scientifica, può aiutarlo nella sua caccia. Sandra è l’unica a conoscere il segreto di Marcus, ma ha sofferto troppe perdite nella sua vita per riuscire ad affrontare nuovamente il male. Eppure, qualcosa la costringe a essere coinvolta suo malgrado in questa indagine... Ma il tramonto è sempre più vicino, e il buio è un confine oltre il quale resta soltanto l’abisso.

A.D. 1521. Nove giorni prima di morire, papa Leone X emette una bolla contenente un obbligo solenne. Roma non deve mai mai mai rimanere al buio.
Un’eccezionale ondata di maltempo si abbatte su Roma, un fulmine manda in tilt una delle quattro centrali che forniscono energia alla città. Un totale quanto inatteso azzeramento tecnologico nel bel mezzo di un’emergenza meteo si rende necessario per riparare il guasto. È il 23 febbraio, ore 7.41, il blackout ha inizio. Roma è al buio. Un silenzio irreale abbraccia la città. È la fine delle regole. È l’inizio della distruzione.

IL RITORNO DI MARCUS
“Il Maestro delle Ombre” è un romanzo in cui ricompare il personaggio, emblematico e carismatico, di Marcus. Per chi non sapesse nulla di lui, è d’obbligo una breve presentazione:
Il mio nome è Marcus. Sono un prete. Appartengo all’ordine sacro dei Penitenzieri, che risponde al Tribunale delle Anime. Sono l’ultimo componente della mia congregazione. Nessuno sa di me, nessuno conosce la mia identità.
E ancora:
C’è un luogo in cui il mondo della luce incontra quello delle tenebre. È li che avviene ogni cosa: nella terra delle ombre, dove tutto è rarefatto, confuso, incerto. Io sono il guardiano posto a difesa di quel confine. Perché ogni tanto qualcosa riesce a passare… Io sono un cacciatore del buio. E il mio compito è ricacciarlo indietro.
LE FRAGILITÀ DELL'UOMO
Con questo nuovo romanzo Carrisi riesce nuovamente a stupire il suo pubblico. La sapienza dell’intreccio crea una struttura di verosimiglianza che si compone intorno al lettore coinvolgendolo nella storia. Una storia che ci pone davanti una società tecnologica dipendente da un supporto energetico fragile. Senza corrente il buio invade non solo le nostre città ma anche il nostro essere. La sopravvivenza è legata a un filo.

Su questa dipendenza si basa il gioco del romanzo in cui, con particolare incisività, Carrisi narra come un’interruzione di corrente possa far perdere agli uomini la calma e la cognizione di se stessi. Nessuno sa cosa accadrà al buio, dopo il tramonto, Roma e i suoi cittadini non sono più abituati alle tenebre.

La paura genera comportamenti al di fuori di ogni controllo. Ogni uomo diventa vittima e carnefice, nessuno è totalmente buono o totalmente cattivo. Infatti i personaggi del romanzo presentano infinite sfumature e si muovono in scenari sempre differenti. Il mondo dell’occulto spalanca le sue porte per distruggere la città eterna. Nella notte delirante le regole del gioco sono cambiate, le ombre tornano ad invadere la città lasciando una scia di morti. Solo Marcus ha la capacità per interpretare le anomalie sulle scene del crimine. Il penitenziere dovrà nuovamente affrontare il male. Nulla sarà facile.

GENESI DEL ROMANZO
Lo stesso Carrisi spiega come è nato questo romanzo:
L’idea di questa storia mi è venuta il 19 febbraio 2015, quando, in occasione della partita di calcio Roma-Feyenoord, gli hooligans olandesi (che siano maledetti!) in pochi minuti devastarono piazza di Spagna danneggiando irrimediabilmente la fontana della Barcaccia. Il giorno successivo, ancora infuriato e indignato, mi chiesi come avrei potuto distruggere la Città Eterna in meno di ventiquattro ore. Dopo un anno di ricerche nacque “Il Maestro delle Ombre
CARRISI È UNA GARANZIA
Carrisi è per me sempre una fonte di sicurezza. I suoi romanzi hanno il gusto dell’imprevedibilità pur risultando verosimili. Nulla è semplice con Carrisi. I suoi personaggi evolvono continuamente presentandosi al lettore in mille modi diversi. “Il Maestro delle Ombre” mostra Marcus un filino più crudele del solito anche se evidenzierà il suo lato umanamente più debole. Mi piace quando scopro qualcosa di nuovo nel comportamento dei protagonisti di una serie, vuol dire che hanno ancora molto da dare e il loro contributo alla storia è fondamentale. Ho apprezzato i tanti colpi di scena che rendono la lettura un vero e proprio giro sulle montagne russe. Il finale non ha fatto altro che trasmettermi una profonda curiosità. Mi piacerebbe leggere, il prima possibile, cosa Carrisi ha in serbo per Marcus. Le anomalie si moltiplicano e anche la mia dipendenza dai romanzi di Carrisi diventa sempre più profonda. Dopo aver distrutto la Città Eterna, cosa ci riserverà il prossimo scritto?




Il nuovo anno è iniziato nel migliore dei modi :) 
Ho avuto il piacere di conoscere Donato Carrisi durante la presentazione 
del suo ultimo libro “Il Maestro delle Ombre”.


Puntuale, alle 18.30, Carrisi ha fatto il suo ingresso alla libreria Ubik di Taranto e si è sottoposto di buon grado alle domande dello stimato giornalista Leo Spalluto. Vi riporto, di seguito, una sintesi dell’intervista che ha messo in evidenza il pensiero di Carrisi sul mondo degli scrittori, sui personaggi, sul ruolo della scrittura e sulla sua evoluzione.

Carrisi ha affermato di non cercare ad ogni costo il consenso del pubblico. Egli si definisce un intrattenitore e il suo obbiettivo è quello di scrivere il libro che si vorrebbe leggere.

“Mi diverto quando scrivo.”

Tra lui e i suoi romanzi si è creato un rapporto di odio e amore. Con i suoi protagonisti c’è un senso di parità emotiva. Con Marcus e Sandra, i personaggi della serie del tribunale delle anime, Carrisi ci litiga spesso e ogni volta dice che sarà l’ultimo romanzo che li vede in azione. Con Mila Vasquez, protagonista de “L’ipotesi del male”, ci ha litigato tempo fa e chissà se faranno mai pace.

Viene spontaneo pensare alla Sindrome di Conan Doyle che voleva uccidere Sherlock Holmes, da lui creato, perché era diventato oggetto di un’ammirazione fuori dal comune. Così come Sherlock, anche i personaggi creati da Carrisi evolvono e sono sulla buona strada per diventare autonomi rispetto al loro creatore che ha promesso di scrivere un libro in cui li ucciderà. Prima o poi.

Ritornando a “Il Maestro delle ombre”, Carrisi ha detto di aver trascorso quasi 2 anni a documentarsi. La ricerca è importante, indispensabile. Gli scrittori che si affidano solo alla loro fantasia non vanno lontano. Inoltre la ricerca è fondamentale se si ha l’ambizione di essere conosciuti all’estero. Anche la struttura del romanzo è importante, lo scrittore di thriller è simile ad un architetto che crea. Carrisi ha raccontato di aver scritto questo romanzo prevalentemente di notte, la sua non è stata una scrittura tranquilla e ciò che emerge dal romanzo fa paura anche a lui.

Per chi ha già letto “Il Maestro delle Ombre” avrà notato, nella storia, la presenza del mondo dell’occulto. Carrisi è incuriosito dall’occulto e alcune volte è felice di non trovare spiegazioni all’irrazionale ma secondo lui il lettore non può esser lasciato in balia dell’irrazionalità.

I suoi romanzi sono sempre caratterizzati da un ritmo cinematografico perché Carrisi è uno sceneggiatore. Egli scrive per immagini portando la storia con sé, ovunque, anche nei suoi sogni.

“I libri che funzionano sono quelli che continuano quando li hai chiusi e la storia perseguita il lettore.”

L’importante è che ogni lettore percepisca in modo proprio la storia.

“Quando lo scrittore scompare dalla storia e il lettore si impadronisce del racconto significa che ho fatto bene il mio lavoro.”

Nelle ultime battute dell’incontro,  Carrisi sostiene di non voler morire scrittore perché ritiene che, ad un certo punto, lo scrittore debba dire basta perché ha raccontato quello che doveva raccontare. Carrisi vede nel suo futuro un ruolo nella produzione cinematografica, non a caso è in lavorazione il film tratto dal suo romanzo “La ragazza nella nebbia”.

Come saluto finale, Carrisi si augura che i suoi libri possano donare al lettore piacevole tempo. Non riuscire a completare la lettura di un romanzo vuol dire il fallimento dello scrittore. Io, da lettrice devota, mi sento di tranquillizzare Carrisi. Non ho mai lasciato una sua storia se non all’ultima pagina e posso dire che il tempo investito nella lettura dei suoi libri è un tempo ben speso.