mercoledì 28 settembre 2016

WWW Wednesdays #95

 WWW  Wednesdays è una rubrica creata dal blog Should be Reading 
e consiste nel rispondere a tre semplici domande:

-What are you currently reading? (Cosa stai leggendo adesso?)
-What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
-What do you think you’ll read next? (Cosa leggerai dopo?)


 
What are you currently reading?
(Cosa stai leggendo adesso?)
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What did you recently finish reading?
(Cosa hai appena finito di leggere?)


What do you think you’ll read next?
(Cosa leggerai dopo?)
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martedì 27 settembre 2016

RECENSIONE | "Ninni, mio padre" di Roberto Sapienza con Vittorio De Agrò

Carissimi lettori, ecco la recensione di un libro che mi ha coinvolta emotivamente e mi ha fatto riflettere sul difficile rapporto tra padri e figli.


Ninni, mio padre
Roberto Sapienza con Vittorio De Agrò

Editore: Autopubblicato
Pagine: 175
Prezzo:  € 0,99 ebook | € 16,00 cartaceo

Sinossi: In una serata di novembre, Roberto è davanti al computer, cercando di iniziare a scrivere un libro su suo padre Carmelo, deceduto vent'anni prima. Improvvisamente, sotto forma di un' entità incorporea, il padre gli si palesa con l'intento di mostrargli il proprio passato nei minimi dettagli: dall'infanzia, segnata da una tragedia familiare, dai successi e delusioni nello studio, in politica e in famiglia, fino al termine della sua vita, a causa di un male incurabile. Da quelle immagini, tra Roberto e suo padre, nasce un confronto dialettico segnato da forti emozioni e da animati contrasti che rivelano visioni discordi e sedimentate incomprensioni. Dopo il serrato dialogo che li coinvolge fino all'alba, Carmelo tornerà nella sua dimensione con una maggior consapevolezza riguardo alle conseguenze dei suoi atteggiamenti nella vita terrena? E Roberto, dopo quell'intensa e straordinaria chiacchierata notturna, riuscirà a scrivere quel libro su suo padre?

STILE: 8 | STORIA: 8 | COPERTINA: 7

In questi anni mi sono chiesto chi fosse davvero Carmelo Sapienza: l’uomo che mi ha insegnato a guidare la macchina a tre ruote, un suo regalo, in mezzo al traffico di Roma; che ha organizzato la festa a sorpresa a scuola, chiudendo spesso un occhio sulle mie magagne nello studio e sui fastidi procurati; che ha regalato a Massimo la moto d’acqua; che guardava Claudio, il figlio minore, con gli occhi bagnati di tenerezza e, pur di vedere i figli felici, percorreva migliaia di chilometri in auto per portarli in tutti i parchi giochi d’Italia? O era l’uomo delle urla, delle ossessioni e dei litigi?
A parlare in questo modo è Roberto nel tentativo di iniziare a scrivere un libro su suo padre Carmelo, deceduto vent’anni prima. Improvvisamente, sotto forma di entità incorporea, il padre si manifesta a Roberto con l’intento di mostrargli il passato nei minimi particolari. Roberto diventa spettatore privilegiato dell’intera vita del padre iniziando dall’infanzia, segnata da un evento drammatico che ha coinvolto la famiglia, dai successi nello studio e dalle delusioni in ambito professionale, politico e familiare. Fino all’epilogo della sua vita a causa di una malattia incurabile. Attraverso le immagini del passato Roberto può comprendere le mille sfaccettature del carattere paterno. Finalmente Roberto e Ninni, com’era familiarmente chiamato Carmelo Sapienza, hanno la possibilità di confrontarsi in un colloquio ricco di emozioni e contrasti che nascono dalle loro differenti visioni della vita. Roberto e suo padre hanno a disposizione una notte per avere un sincero e risolutivo chiarimento.

“Ninni, mio padre” è un’emozionante storia di ricerca alla scoperta di chi fosse stato davvero Carmelo Sapienza. Ho avuto la sensazione di entrare in punta di piedi in un mondo familiare basato su vivide emozioni. Ho conosciuto i componenti della famiglia, le loro vite, le scelte lavorative, i rapporti tra genitori e figli, i rapporti tra coniugi. È stato come aprire una finestra su un panorama di relazioni, sentimenti, scelte e delusioni.

http://i.imgur.com/MzH2Vad.pngCarmelo Sapienza, giurista e avvocato, ci guida attraverso i momenti salienti della sua vita. Uomo dall’apparente sicurezza, nasconde un animo sensibile e fragile. Le sue molteplici passioni (macchine, cinema, politica) sono, con lui, avare di soddisfazioni. In genere tutta la sua vita pubblica è avara di soddisfazioni, solo nella sua famiglia Carmelo trova un po’ di serenità e stabilità. La vita di Ninni è costellata da eventi tragici, delusioni, tradimenti. Nel settembre del 1989 lascia la Sicilia portando la moglie e i tre figli a Roma. La sua non è una fuga da Catania ma una consapevole scelta di vita.

Carmelo è stato un uomo orgoglioso e testardo, ha fatto tutto ciò che poteva per rendere felici i figli. Ma è anche l’uomo delle urla, delle ossessioni, dei litigi. Ha inseguito sogni, subito delusioni, sottratto tempo e affetto alla sua famiglia senza capire le esigenze degli altri. Quando un brutto male pone fine alla sua vita, rimane in Roberto il dubbio di averlo deluso anche in punto di morte.


Tenero ed emozionante il confronto tra Roberto e suo padre da cui traspare un grande amore anche se i due uomini avevano diverse visioni del mondo e della vita.

“Ninni, mio padre” è un racconto che sfida il tempo, mette insieme i ricordi, ricostruisce eventi scavando nel profondo dei cuori. Roberto Sapienza usa la penna come un bisturi e traccia una linea sottile che congiunge passato e presente. Una ricostruzione dettagliata in cui i sentimenti sono sempre presenti.

Ho molto apprezzato la capacità dell’autore di far scaturire dalla prosa immagini vivide e coinvolgenti. La realtà è sempre descritta con precisi riferimenti anche al momento storico, economico e politico che investe la Sicilia, terra amata ma ricca di contraddizioni. Ogni evento è analizzato in un vortice di gioie, dolori e delusioni. La voglia di cambiamento, l’entusiasmo con cui ha sempre affrontato la vita, fanno di Carmelo un uomo che guardava la vita con gli occhi fiduciosi di un ragazzo.

Il finale ha una vena di malinconia ma guarda anche al futuro con speranza e orgoglio. I sogni non svaniscono nel tempo, non hanno età, si rincorrono nascondendosi e facendo capolino nei momenti più impensabili. Come l’amore tra un padre e un figlio, amore che rimarrà sempre presente nei loro cuori a testimonianza di un rapporto profondo e sincero.

lunedì 26 settembre 2016

RECENSIONE | "L'anno senza estate" di Carlos Del Amor

Carissimi lettori, iniziamo la settimana con la recensione di un romanzo che ha catturato la mia attenzione sin da subito :)

L'anno senza estate
Carlos Del Amor (traduzione di P. Spinato)

Editore: Nord
Pagine: 266
Prezzo: € 16,90

Sinossi: Secondo i meteorologi, l'estate sarà fredda e piovosa. E una Madrid silenziosa e soprattutto fresca è ciò che serve a un giornalista per concentrarsi sulla stesura del suo primo romanzo. Peccato, però, che i meteorologi si siano sbagliati e ad agosto lo città diventi un deserto d'asfalto infuocato. Il giornalista è stremato dal caldo e completamente privo di idee. Ma tutto cambia quando, per caso, trova il mazzo di chiavi della custode del suo condominio, anche lei partita per le vacanze. La tentazione è troppo forte e il giornalista lo usa per entrare negli appartamenti dei vicini. Comincia così uno strano vagabondaggio alla scoperta dei mondi celati dietro le porte chiuse: dall'attico spoglio di Juan, attore fallito che mente alla famiglia dicendo di essere diventato un divo, alla casa della signora Margherita, piena dei ricordi che l'Alzheimer le ha portato via. Ma sono i segreti di Simon, l'inquilino del quinto piano, ad attrarre maggiormente l'attenzione del giornalista. Perché da trent'anni, ogni 20 settembre, Simon fa pubblicare sul giornale una lettera per Ana, la moglie morta troppo presto... e non per cause naturali. Ana è caduta dal balcone. È stato un incidente? O forse qualcuno l'ha spinta? Per il giornalista, capire che cosa sia accaduto ad Ana diventa quasi una missione.

STILE: 7 | STORIA: 7 | COPERTINA: 6

Nel folle piano che avevo in mente, l’appartamento semiabbandonato sotto il mio sarebbe stato il primo obiettivo. Guardai il mazzo di chiavi, ed eccola: una molto più vecchia delle altre, con qualche segno di ruggine, che aspettava solo di essere usata. Le chiavi sono fatte per aprire porte, cassette delle lettere, macchine, sogni. E quella era una chiave triste.
I meteorologi avevano previsto un’estate fredda e piovosa. Peccato che si siano sbagliati e Madrid, ad agosto, è un deserto d’asfalto infuocato. Un giornalista, alle prese con la stesura del suo primo romanzo, è stremato dal caldo e del tutto privo di idee. Rientrando a casa trova, per caso, il mazzo di chiavi della custode del suo condominio. Tutti sono partiti per le vacanze e il giornalista decide di usare le chiave per entrare nei vari appartamenti del suo condominio. Scoprirà mondi diversi che si celano dietro le porte chiuse.

Entrerà negli appartamenti di persone che finora ha conosciuto in modo superficiale, profanerà la loro intimità. Come un ladro di ricordi porterà alla luce situazioni vissute nell’ombra. Ogni notte un appartamento viene violato: dall’attico di Juan, attore fallito che mente ai suoi vantandosi di essere un divo del cinema, alla casa della signora Margherita, i cui ricordi sono stati spazzati via dall’Alzheimer. Ma è al terzo piano che il giornalista fa una scoperta sensazionale. Qui vive Simòn che da più di trent’anni, ogni 20 settembre, pubblica sul giornale una lettera per Ana, sua moglie, morta in circostanze misteriose. Ana è caduta dal balcone ma non tutti credono al suicidio. Forse si è trattato di un incidente. Forse è stato un omicidio. Il giornalista è deciso a ricostruire la storia di Simòn e Ana. Conoscerà la donna attraverso le lettere, ricostruendo l’esistenza di una persona fragile e misteriosa. Soprattutto si renderà conto che spesso la realtà è più sorprendente di un romanzo.

Leggendo questo libro mi sono chiesta cosa averi fatto se fossi stata io a trovare le chiavi degli appartamenti del mio condominio. Sicuramente non avrei girovagato, di casa in casa, per carpire i segreti altrui ma, un “ma” c’è sempre, l’idea di scoprire tante storie ha un suo fascino. Quando il giornalista inserisce la chiave nella serratura e apre la porta entrando in una realtà che non gli appartiene, ho provato una forte curiosità verso queste persone le cui storie vengono svelate pian piano come a ricostruire il gran puzzle della vita. Sono curiosa di sapere voi cosa fareste in una situazione del genere.

“L’anno senza estate” è un romanzo che si legge piacevolmente e con un pizzico di morbosa curiosità. Le storie dei vari inquilini si intrecciano dando vita a una narrazione che coinvolge e induce a riflettere. Tra le mura domestiche del condominio violato si nascondono situazioni tristi e grandi solitudini. Una malattia debilitante, la ricerca della propria identità, la mancanza di coraggio, la solitudine, l’amore tradito e mai più ritrovato, le azioni fatte per aiutare che si rivelano un boomerang mortale. Tra le pagine di questo libro ho trovato esempi di una variegata umanità. Il finale non mi ha sorpresa più di tanto poiché perfettamente in linea con il romanzo. Ho apprezzato la ricostruzione del passato dei molteplici personaggi che sono ben caratterizzati e rappresentano gente comune che tutti potremmo avere come vicini di casa.

“L’anno senza estate” è una storia dalle molteplici sfumature in cui tutti hanno qualcosa da nascondere. A volte non basta una porta chiusa per tener lontano il mondo. La realtà ci costringe a far i conti con le nostre azioni. Una chiave non ci proteggerà.