lunedì 29 dicembre 2014

RECENSIONE "I Dissidenti" di Sara Zelda Mazzini

Cari lettori eccomi con una nuova recensione :)
Si tratta di un romanzo complesso ma affascinante che si presenta con varie chiavi di lettura. 
Io l’ho letto con molto interesse ed è con vero piacere che vi presento
I Dissidenti di Sara Zelda Mazzini
Romanzo auto pubblicato di cui l’autrice ha curato tutti gli aspetti editoriali, 
oltre a quelli relativi al lavoro di scrittore.


I Dissidenti

Autrice: Sara Zelda Mazzini
Nata il 24 luglio 1980 nel Chianti fiorentino, Sara Mazzini vive a Monaco di Baviera. Il suo nome d’arte è un omaggio a Zelda Fitzgerald, scrittrice, pittrice e ballerina, nonché moglie del celebre scrittore Francis Scott Fitzgerald. Dopo una formazione in psicologia e pedagogia ha iniziato a interessarsi di storia, religione, mitologia ed esoterismo. Il suo più grande campo di interesse rimangono tuttavia le cosiddette controculture - o underground - delle quali individua il motore primario nella musica punk, hardcore e metalcore. Tra il 2002 e il 2003 ha collaborato con il settimanale Metropoli e attualmente cura i blog La Baviera Corallina (labavieracorallina.wordpress.com) e A Room With A Review (zeldasroom.wordpress.com). Con Narcissus Self Publishing ha pubblicato la raccolta di racconti brevi Cronache Dalla Fine Del Mondo (2013) e il romanzo I Dissidenti (2014).

Editore: Sara Zelda Mazzini
Pagine:  470
Prezzo: €   3,99

Sinossi: In un presente parallelo il mondo che conosciamo è agitato da una guerra tanto invisibile quanto spietata.  
Madena, detta Mad, è una giovane donna che vive sospesa tra la ricerca di risposte a continue e pressanti domande e i bisogni di una famiglia ingombrante, composta dalla madre, la zia e il fratellino di sei anni. È un’era di anticonformismo a tutti i costi, in cui il nemico da combattere si identifica inevitabilmente con una comunità di individui ordinari che vive secondo valori tradizionali come il lavoro manuale, e rifiutando la celebrità. La ricerca di Mad la condurrà tra le rovine di un vecchio manicomio, da cui i Dissidenti si oppongono allo spirito del tempo con le loro stesse vite. Ma il destino ha già installato in questo luogo anche un oscuro personaggio, e l’inevitabile approfondirsi del rapporto con Mad farà emergere incubi ancestrali dal fondo della loro coscienza, portando alla luce un antico mistero.






http://i.imgur.com/ye3Q8bo.png

STILE: 9
STORIA: 8
COPERTINA: 8


 “CITAZIONE  Buio. Nei miei ricordi è sempre buio. Non so cosa darei per sapere se ho mai conosciuto un vero giorno di sole… Durante la notte sogno di rientrare in possesso di antiche istantanee perdute: registrazioni di momenti che in realtà non ho vissuto. Molto più spesso sogno una cella, buia. Soltanto fredda pietra e una finestrella sbarrata, posizionata troppo in alto per riuscire a vedervi attraverso nient’altro che una grande luna piena, solcata dallo strazio dei crateri. C’è una donna, nella cella, ed è poco più che un’ombra. I suoi polsi, logorati dall’attrito delle corde, ne conservano le forme. Una scorza dura e nera si è formata sulle piante dei suoi piedi. Le unghie spezzate si gonfiano di schegge sanguinanti, retaggio di inutili scavi.
Madena, giovane donna di trent’anni, intraprende un viaggio spirituale alla ricerca del suo vero “io” , alla ricerca di un’identità nascosta nel retaggio di un’anima inquieta, tormentata da squarci di vite vissute.
“Cosa faresti se un giorno scoprissi che i ricordi che hai non sono tuoi?”

Madena tra Roma, Firenze, Milano percorre le vie di una ricerca esistenziale che la porterà a Volterra tra le braccia di una comunità “I Dissidenti” fondata da Syd Duncan.
La comunità lavora per migliorare il futuro del mondo e sottrarlo a un regime di conformismo.
Questa comunità ha sede negli edifici che un tempo ospitavano un frenocomio: Il San Girolamo di Volterra.  Ben presto, per Mad, inizia un’esperienza che la porterà a ricongiungersi con un passato misterioso.

Che questo romanzo sia molto particolare lo si evince subito guardando la cover con cui si presenta a noi lettori. Potete osservare una donna di spalle, volto non visibile, che ha, sulla spalla, un tatuaggio che rappresenta un serpente. La donna senza identità o dalle molteplici identità, ha i capelli rossi e se guardate con attenzione noterete, sulla sua pelle, l’immagine di un luogo misterioso.
Quando ho visto questa copertina ho pensato che quell’immagine celasse un significato profondo e misterioso. Misteriosa è stata, per me, la lettura delle prime pagine del romanzo: non riuscivo a capire a quale genere appartenesse il romanzo. Visioni oniriche, frasi complesse con ampio respiro, mi hanno tratta in confusione. Ma io adoro le sfide e ho deciso di accostarmi in modo diverso alla lettura di questo romanzo. Così ho liberato la mente da ogni preconcetto e ho iniziato a leggere con molta attenzione lasciandomi guidare dalle sensazioni che ogni pagina offriva. E’ stato bellissimo.

Inizio subito col dirvi che in questo romanzo troverete tantissimi personaggi, ognuno con il proprio vissuto, che si muovono su un palcoscenico realizzato con strali di fantasia, incursioni di realtà, tutto in un mare di riflessioni.

Troveremo Madena, il significato del suo nome è “torre”;
Gino, “l’uomo del camion”, che vive nei pressi di un autogrill;
Baldo che combatte contro il suo “male oscuro”;
Fede, l’uomo che vende “ideali”;
E tanti altri…

Molteplici storie ruotano attorno a Mad.
Storie che hanno un filo conduttore: la riflessione sulla nostra società, sul nostro “io”, sull’uomo:
 “CITAZIONE  Il Ventesimo secolo ha preteso di racchiudere tutte le battaglie dentro un’unica guerra e le ha dato, a seconda del contesto, dei nomi diversi. La logica è sempre la stessa: estirpare l’individualità dalle persone per confonderle in una massa. Le masse sono alienanti per chi vi vive all’interno e pericolose per chi invece resta fuori, in quanto annientano ogni forma di pensiero originale e hanno la furia cieca di un bulldozer.
Il romanzo si evolve in un continuo rapporto tra il mondo dentro la comunità autogestita e il mondo fuori.  Tra i  Dissidenti c’è un continuo scambio di opinioni che creano un bel panorama di riflessione.
L’autrice semina concetti politici, religiosi, filosofici arricchendo una narrazione che non è mai noiosa.
All’interno della comunità conosceremo un nuovo modo di vivere, un ritorno alla semplicità del vivere insieme. Ogni persona ha un compito, tutti collaborano alla sopravvivenza della comunità dove la tecnologia è quasi del tutto bandita. Il telefonino si può usare solo per un’ora al giorno, la televisione è un momento di aggregazione serale.
Entrare in questa comunità vuol dire iniziare una nuova esistenza che porterà a dei radicali cambiamenti. Pilastri di questi cambiamenti sono la religione, la mitologia norrena è una chiave d’interpretazione del romanzo, la musica, veicolo dei nostri sentimenti, la politica, con l’influenza dell’America sulla nostra società.
I personaggi non sono chiusi in bozzoli sociali, ma evolvono.
Anche Mad subisce delle trasformazioni sia fisiche, cambia il colore dei capelli e irrobustisce il fisico con esercizi quotidiani, sia interiori, sia di pensiero.
Anche l’amore è importante. Mad ama uomini diversi che rappresentano momenti diversi della sua vita. Importante è Loki il Funestatore, un personaggio particolare che non ama il cambiamento.
Mad ama Loki. Sono due forme opposte di esistenza: il cambiamento e la staticità.
Ci può essere un futuro per loro, per opposti che si attraggono ma che non riescono a fondersi?

Quando ho letto “Cronache dalla fine del mondo”, primo lavoro letterario dell’autrice, ho scritto nella mia recensione:
…nella contrapposizione c’è la forza del cambiamento.

E’ come se Sara Zelda Mazzini avesse realizzato il continuum della sua prima opera per dare voce al cambiamento che Mad realizza muovendosi tra opposti sentimenti e incarnando un’eroina moderna ma riflessa in un passato che racchiude le radici della sua essenza.

La narrazione, fitta e complessa, mette al centro della storia un luogo che mi ha affascinata: l’ex manicomio di Volterra, Il San Girolamo.
Tra le sue stanze, un tempo luogo di indicibili sofferenze, rivivono le storie di un tempo. E’ come se le mura del manicomio trasudino il dolore e l’orrore dei malati di mente, la solitudine e le loro speranze affidate a semplici lettere che i pazienti scrivevano ai parenti.
Lettere mai spedite. Solitudini mai colmate. Ieri come oggi.
In questo luogo, un inferno sulla terra, tutto ha un collegamento con il passato. Anche i graffiti sono testimonianza di esistenze travagliate.
Nel romanzo, infatti, viene menzionato il graffito di Nannetti Oreste Fernando l’uomo che trascorse la sua vita nel manicomio di Volterra cercando di dare un senso alla sua vita e al mondo.

Con una prosa intensa che affascina, l’autrice narra di un viaggio spirituale iniziato in un lontano passato e che si conclude in un presente onirico a chiusura di un cerchio: il cerchio della vita.
Fa da sfondo a tale viaggio la guerra, presenza costante che condiziona la vita di tutti, forse simbolo di una continua lotta che l’uomo sostiene con se stesso alla ricerca della propria identità spirituale e sociale.

Consiglio questo libro a tutti coloro che vogliono immergersi in profonde emozioni, riflessioni.
Sara Mazzini, scrittrice di talento, ha dato vita a un romanzo che coinvolge e appassiona.
In un continuo confrontarsi tra realtà e immaginazione, si intrecciano storie antiche e nuove in un cammino spirituale e religioso alla riscoperta delle origini.
A voi il compito di distinguere il sogno dalla sua proiezione onirica in una pseudo realtà.

Buona lettura.

domenica 28 dicembre 2014

Vi presento... "Flamefrost - L'ultimo respiro" di Virginia Rainbow

Buona domenica miei cari lettori :)
 Oggi voglio presentarvi “FLAMEFROST - L’ultimo respiro” di Virginia Rainbow, 
terzo e ultimo capitolo della trilogia FLAMEFROST

FLAMEFROST
L’ultimo respiro


Autrice: Virginia Rainbow 

Genere: romance-fantascienza
Editore: autopubblicato con YOUCANPRINT
Uscita: ottobre 2014
Pagine: 414
Prezzo: € 17,90 (cartaceo)
acquistabile su  
www.ibs.it   
www.Amazon.it  e altri siti online

TramaGered e Sarah si trovano in una situazione drammatica e nessuno può aiutarli. Rinchiusi nelle segrete dell’astronave madre con un peso enorme sul cuore, sembra che per loro sia perduta ogni speranza.  Il Principe Nero affronta con coraggio ciò che il destino pare avergli riservato e non si dà per vinto, mentre Sarah si affida con fiducia a lui.
Nel frattempo alcuni personaggi inquietanti tramano nell’ombra per preparare una vendetta da tempo bramata e altri si svelano pian piano per ciò che sono davvero.
Le scene si spostano nello spazio, concentrandosi all’interno della Ghindar nei suoi corridoi bui così come nelle sale enormi e lussuose.
Il crudele Nardos, l’ambigua principessa Christin, il saggio maestro Fouler e l’amico Rain assumeranno un ruolo decisivo all’interno della storia, determinando con le loro azioni le sorti dei protagonisti.
Capitolo conclusivo della trilogia Flamefrost,  “L’ultimo respiro” contiene tutti gli ingredienti per una lettura irresistibile e avvincente, svelando finalmente i molti segreti contenuti nei precedenti volumi. Il lettore sarà portato a sorprendersi, a commuoversi, a vivere assieme ai personaggi le loro incredibili vicende momento per momento fino all’epilogo tragico e bellissimo. 



L'autrice: 
Virginia Rainbow è un’autrice che scrive fin da bambina, creando storie piene di immaginazione e sentimento. Ora divide il suo tempo tra il lavoro e la sua passione per la scrittura. Adora leggere, fare passeggiate in montagna e guardare i cartoni della Walt Disney. Il suo romanzo di esordio è “The black mask”; seguono “Flamefrost Due cuori in gioco” e “Flamefrost Insieme controcorrente”, primo e secondo capitolo della trilogia Flamefrost.



mercoledì 24 dicembre 2014

RECENSIONE "Una lacrima color turchese" di Mauro Corona

Il momento più atteso dell’anno è finalmente arrivato e 
io voglio augurarvi un felice Natale con una nuova recensione :)
Si tratta del romanzo “Una lacrima color turchese”,
 un’ intensa fiaba natalizia dai toni amari 
 scritta da Mauro Corona.


Una lacrima color turchese

Autore: Mauro Corona

Editore: Mondadori
Pagine: 96
Prezzo: € 12,00

Sinossi: 
Il giorno di Natale, in uno sperduto paesino di montagna sommerso come ogni anno da una fitta coltre di neve, accade un fatto sconvolgente: mentre la gente si dispone a mettere da parte i rancori, cercando di essere più buona almeno per le festività, le statuine di Gesù Bambino scompaiono misteriosamente da tutti i presepi. Le prime ad accorgersene sono tre madri di famiglia che, indignate, accusano i figli del furto. Quando però si sparge la voce che l'inquietante fatto non ha colpito solo quel borgo ma addirittura il mondo intero, la rabbia cede il posto al panico. 
Cosa può nascondersi dietro a un evento così assurdo e angosciante? L'umanità ha disperatamente bisogno di risposte. Teologi e satanisti, esperti e millantatori si lanciano in teorie e ipotesi. Non si arrendono di fronte a nulla, l'importante è individuare un colpevole. Ma la ricerca sembra essere destinata a non avere fine. Eppure basterebbe sottrarsi alla frenesia e riflettere per un momento in silenzio per rendersi conto che quel mistero ci coinvolge tutti. Se solo avessimo il coraggio di guardare dentro ai nostri cuori e interrogare le nostre coscienze...




STILE: 9
STORIA: 9
COPERTINA: 8


Quando s’avvicina il Natale, precisamente verso il primo dicembre, ci disponiamo tutti alla bontà. O meglio, a essere più buoni, perché buoni siamo convinti di esserlo già. Nell’umanità alberga la ferrea certezza di essere buona, irreprensibile e onesta. Insomma, di non aver alcuna pecca. Acciuffati uno per uno e interrogati, gli abitanti del pianeta si dichiarano perfetti…
Salvo innumerevoli eccezioni, l’uomo si colloca da sé in due categorie: il “feroce idiota” e il “feroce intelligente”. In ogni caso binomio devastante nel passato, presente, futuro…
Per fortuna, a metterci una pezza e riporre tutto in ordine, arriva una volta all’anno il Natale, altrimenti sarebbero guai. In quel periodo, infatti, bisogna essere buoni!
Il giorno di Natale, in un paesino di montagna, accadeva un fatto misterioso: le statuine di Gesù Bambino scomparivano da tutti i presepi. In ogni casa, paese, città, regione, Nazione, nel Mondo intero spariva Gesù Bambino.
Mutilate del simbolo cristiano, le comunità brancolavano.
Tutti volevano sapere, scoprire il ladro, capire il “perché” di queste sparizioni. Anche coloro che erano “ladri di professione”, chiedevano a gran voce giustizia:
Politici inquisiti per aver sottratto soldi pubblici a milioni. Imprenditori collusi con mafie di ogni sigla. Ma anche portaborse, fattorini e mezze tacche che, pur essendo mezze, avevano rubato per intero tutto quello che potevano. Persino in seno a madre Chiesa, rubanti di ogni levatura, colti con le mani nel sacco, abbaiavano furiosi.
Tutti facevano congetture, si accusò il diavolo, si fecero ipotesi che non stavano né in cielo né in terra. Quindi venne presa una dura decisione:
Aspettiamo, chissà che il prossimo Natale non riappaiano i Bambin Gesù…
E la gente aspettò.
 Ma senza pregare, nessuno pregava più.
Passarono i mesi e un giorno venne diffusa una notizia incredibile:
In alcune zone depresse di terzi mondi, luoghi abbandonati dove regnavano miseria e fede, bontà e pazienza, qualche Gesù Bambino era rimasto.
La lieta novella durò poco, anche quelle statuine sparirono. 
Il mondo non capiva, finché un giorno una busta nera si materializzò nelle case di tutti i cristiani e…


Questo racconto di Mauro Corona è una struggente favola natalizia che pone l’uomo davanti alle sue responsabilità. Il mondo è stravolto da crisi economiche, guerre, violenze di ogni tipo. 
Il bene di tutti è stato cancellato in nome del bene personale. 
Nei secoli l’umanità si è inginocchiata davanti al dio denaro, ha finto di non vedere le guerre per il potere, ha recitato il ruolo del “vorrei aiutare tutti ma non posso”. 
Quanta ipocrisia. 
Carità, generosità, perdono, tolleranza, sono parole che non hanno più alcun significato, si sono perse nella notte dei tempi. 
Oggi, un uomo, diventato Pontefice, ci esorta a riflettere. 
Papa Francesco, a cui li libro è dedicato, dice:
“Il Natale non è soltanto una ricorrenza temporale oppure un ricordo di una cosa bella.
Il Natale è di più: noi andiamo per questa strada per incontrare il Signore.
Il Natale è un incontro! E camminiamo per incontrarlo: incontrarlo col cuore, con la vita; incontrarlo vivente, come Lui è; incontrarlo con fede.
Ma occorre avere il cuore aperto.
In questo cammino verso il Natale ci aiutano alcuni atteggiamenti: la perseveranza nella preghiera, l’operosità nella carità fraterna, la gioia nella lode del Signore.”
Che belle queste parole. Mi piace vedere il Papa che presta attenzione alle singole persone, che rimprovera con fare paterno, che predica, con il suo esempio, l’idea di una Chiesa “povera e dei poveri”.

Una lacrima color turchese” è un racconto semplice ma non banale, “una fiaba dura”, la definisce il suo autore, sull’ipocrisia del perbenismo della società moderna nel periodo natalizio. 
E’ una denuncia di scomparsa: Gesù Bambino scompare. 
L’uomo, incapace di recitare il mea culpa, cerca un qualsiasi colpevole ma non rivolge mai lo sguardo vero se stesso. Con ironia e cinismo Mauro Corona, narra il Natale 2014. 

Il racconto si snoda in poche pagine, la lettura è fluida e coinvolgente, la riflessione è imperante. 
Lo scrittore ci mostra una società in cui si è spenta la luce interiore della carità, della generosità, della tolleranza, del perdono. 
Tuttavia un uomo venuto “ dalla fine del mondo”, un Papa capace di parlare a tutti, offre una nuova vita a chi vorrà ascoltare la Parola di Dio. 
Bergoglio  invita tutti a riscoprire i valori veri, il vivere insieme in pace. 
Egli dice: A volte le lacrime sono gli occhiali per vedere Gesù.

Dal dolore nasce la speranza, dalle lacrime potrà nascere una nuova umanità. 
Dalle lacrime color turchese.

lunedì 22 dicembre 2014

RECENSIONE "L'amore conta" di Carmen Laterza

Buongiorno carissimi lettori. 
L’aria natalizia vi ha conquistati? Siete alle prese con regali, menù e inviti? 
Fermatevi un momento, mi piacerebbe riflettere con voi su una citazione di Seneca:
Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est.
Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa dove andare.
A volte, pur sapendo esattamente cosa vogliamo dalla nostra esistenza, capita di smarrire la retta via e di percorrere strade secondarie. Ci si lascia travolgere dalle tempeste della vita, si fanno errori, si subiscono sconfitte, si vede tutto nero. Bisogna sbagliare per ritrovare la retta via.
La citazione di Seneca ben descrive i sentimenti e le riflessioni della protagonista del romanzo “L’Amore Conta” che segna il debutto letterario di Carmen Laterza.


L’amore conta

Autrice: Carmen Laterza
Carmen Laterza, è nata nel 1974 a Pordenone, dove vive e lavora come Dirigente Scolastico. Laureata in Lettere e Diplomata in Pianoforte, ha recentemente autopubblicato il saggio musicologico I duetti d’amore nelle opere di Giuseppe Verdi.   L’Amore conta è il suo primo romanzo.

Sito dell'autrice:

Editore: Carmen Laterza
Pagine: 270
Prezzo: € 2,99 ebook   -   € 10,90  cartaceo

Sinossi: 
Irene ha 38 anni, è sposata da due anni e vive nell’operoso Nordest di Pordenone. Lei e Luca non hanno figli e la loro vita agiata sembra scivolare via, giorno dopo giorno, senza lasciare traccia. Inquieta e alla ricerca di una scossa emotiva Irene una notte decide di iscriversi a Meetic, un sito di incontri. Inizierà così una lunga serie di appuntamenti con gli uomini più disparati, lasciandosi conquistare dalle loro storie e dai loro corpi. Ma Irene ha un passato che capitolo dopo capitolo si intreccia alla sua storia presente. Il primo incontro con Luca, l’inizio della loro storia, la scoperta dell’esistenza di una figlia avuta da Luca da un precedente matrimonio e per anni rifiutata, fino al loro matrimonio e al viaggio di nozze. Un passato che si alterna a un presente fatto di incontri con uomini superficiali, e perverse avventure. Un percorso, quello di Irene, che parte dall’inquietudine esistenziale, scivola nel cinismo e finisce nel tradimento. Sarà l’amore a salvarla, quello che si prova per gli altri e per se stessi, perché nella vita “l’amore conta, e sa contare”.


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STILE: 7
STORIA: 7
COPERTINA: 6



 “CITAZIONE  Se c’è un momento nella vita in cui senti che non hai più tempo da perdere, che devi fare qualcosa, ora, adesso o mai più, che la parte migliore se n’è già andata senza che tu nemmeno te ne accorgessi, cosicché l’unica cosa che ti rimane da fare è raccogliere quello che resta e dargli un senso…bene, quel momento per me è arrivato stanotte.
L’Amore Conta” è un romanzo che ruota attorno alle inquietudini di Irene, giovane donna insoddisfatta della propria vita. Giunta alla soglia dei 40 anni, la protagonista fa un bilancio della sua esistenza e si scopre insofferente alla monotonia di una quotidianità caratterizzata dal conformismo di coloro che fanno parte della sua vita. 
Conosciamo, subito, Luca: marito d’Irene. Egli è un uomo innamorato della moglie ma è spesso lontano da casa per lavoro. La routine sta logorando il loro rapporto, le “parole non dette” segnano il loro allontanamento.

In un’altalena temporale l’autrice riflette la memoria del passato nelle vicende del presente dando vita a un puzzle che mostra la protagonista chiusa “in una gabbia”, prigioniera del conformismo e circondata da persone che indossano “una maschera” interpretando il ruolo del buon marito, dell’amica premurosa, dei parenti con comportamenti ripetitivi e noiosi.  
 “CITAZIONE  Ci hanno cresciuto con il mito dell’appartenenza. Di che famiglia sei? Di che corrente sei? Di che stile sei? E via così, a omologare ogni persona, ogni comportamento, ogni azione, perché tutto abbia un modello di riferimento che lo renda riconoscibile, spiegabile, e quindi accettabile. Non serve capire, non serve farsi domande. Basta collegarsi e adeguarsi. Scegli un posto e conformati, scegli un ruolo e recitalo: il resto verrà da sé…Io invece non mi riconosco più nei ruoli di figlia, di amica, di moglie che ho ricoperto finora. Forse sono abiti che ho indossato troppo a lungo che, se pure in principio mi piacevano tanto e li ho scelti io stessa, adesso non mi fanno più sentire a mio agio.
In tutta questa “mediocrità” Irene si sente soffocare, vuol rompere la monotonia che la paralizza, vuol trovare nuovi stimoli a un’esistenza che le sta sfuggendo come sabbia tra le dita. 
Non si può più far finta che tutto proceda per il meglio, deve scrollarsi di dosso quel comportamento mimetico che sta uccidendo il suo essere. 
Così Irene decide, in una notte insonne, di iscriversi a Meetic: sito di incontri on line. 
Tra volti sconosciuti e falsi profili inizia la disobbedienza sociale della giovane donna. 
A dir la verità, forse, neanche lei sa ciò che sta cercando. 
Irene accetta appuntamenti al buio, diventa soggetto e oggetto delle altrui fantasie erotiche. Tuttavia queste sue scelte la porteranno, ancora una volta, a indossare una maschera che le darà la sensazione di essere una donna libera. 

A volte, nella vita, succede di giungere sull’orlo di un precipizio: si può rimanere in equilibrio precario e vivere accettando la routine o decidere di saltare nel vuoto alla ricerca di se stessi. 
Irene non sopporta più Luca, tra loro non c’è dialogo e la soddisfazione di lui è pari all’insoddisfazione di lei. L’unico punto di riferimento, per la nostra protagonista, è Anna: l’amica del cuore con cui poter liberamente parlare, confidarsi. L’amica che non giudica, che sa ascoltare. Ma quando Anna si sposa le due ragazze iniziano ad allontanarsi. 
Forse è più esatto dire che Irene comincia a tracciare un solco tra lei e Anna, un solco in cui finiranno i loro discorsi, le confidenze, i dubbi sulla nuova direzione che ha preso la vita di Irene.
Irene che tramite Meetic conosce uomini che si nascondono nel mondo virtuale. 
Uomini con cui deciderà di uscire e con cui avrà delle esperienze erotiche che la porteranno a distruggere la propria dignità di donna. 
Non si può risalire se prima non si tocca il fondo e Irene, in questa sua personale discesa all’inferno, il fondo lo tocca. 
Sulle pareti dell’abisso la protagonista ritrova il suo odio per il padre, il dolore di un’infanzia senza l’amor materno. Ritrova la sua anima ferita.

Se leggerete questo romanzo vi accorgerete delle molteplici interpretazioni che si possono dare a questa storia. Io non condivido le scelte di Irene, comprendo le sue difficoltà e la sua insoddisfazione che la portano a non accorgersi che la felicità è a portata di mano. Ogni donna è alla ricerca di se stessa, il tempo che passa fa paura, abbiamo il timore di non trovare l’amore, la felicità. 
Si può reagire all’insoddisfazione in tanti modi diversi così come sono tante  le tipologie di donna.
Irene trova “dannatamente noiose e inutili” tutte le cose che prima erano belle, è stanca di recitare un interesse che non prova nei confronti di tutti.
Irene è un personaggio complesso a volte simpatico, spesso antipatico. 
Irene dalle tante contraddizioni, fagocitata dalle sabbie mobili del conformismo.
Irene che non vuol sentire la cruda verità.
Irene che non ascolta, testarda e vendicativa.

L’Amore Conta” è un romanzo che induce alla discussione: tanti i temi proposti, tante le interpreazioni. 
Anche la copertina è emblematica: l’occhio rappresenta “lo specchio dell’anima, l’interiorità di una persona che guarda verso l’orizzonte, verso il futuro.
Questo romanzo è il viaggio della vita, con i suoi problemi, con errori e ripensamenti. 
La scrittrice ci propone una riflessione che va ben oltre le pagine di un libro. Anche il finale  non è un momento conclusivo ma segna l’inizio di una nuova vita in cui “l’amore conta, e sa contare.” L’amore è importante nella nostra vita ma bisogna essere pronti a riceverlo.

Carmen Laterza indaga l’animo femminile e ci offre un romanzo ben scritto, fluido nella lettura. Accurato l’ approfondimento psicologico dei personaggi. Ben descritti i luoghi in cui le vicende si svolgono. Ho molto apprezzato i continui flashback che ci mostrano il cambiamento di Irene, i semi che hanno racchiuso la sua inquietudine. Tuttavia non condivido le sue scelte, a volte appare vendicativa e crudele, non riesce a perdonare. I suoi tradimenti la portano a vivere un erotismo che offende la dignità della persona. 
Tra luci e ombre questo romanzo è stato una piacevole lettura.


sabato 6 dicembre 2014

Vi presento... "Dolce Fiele " di Silvia Mariaelena Damiani

Salve lettori :)
Voglio presentarvi il romanzo "Dolce Fiele " di Silvia Mariaelena Damiani



Dolce Fiele

Perché dolce fiele? Perché è così dolce il veleno che, a volte, si è disposti ad assumere pur di non restare soli in questo mondo così buio.

Autore: Silvia Mariaelena Damiani

Genere: fantastico psicologico a tratti thriller 
Editore: SENSOINVERSO
Pagine: 185
Prezzo:   11  cartaceo -    4  ebook
link amazon

Sinossi:
Kaspar e Nicole sono l'esempio più puro del concetto di amore. Una vita semplice ma perfetta. Solo che inaspettatamente qualcosa va storto, ed un tragico incidente spezza per sempre quella relazione che per entrambi era una ragione di vita. Andare avanti non è facile, ma l'aiuto di amici e familiari porta conforto a Kaspar. 
Si dice che l'amore vero non abbia confini, il protagonista non sa se sia vero o meno, sa solo che ora più che mai vede dappertutto la sua Nicole. Ma queste visioni non tengono in vita solo lei: oscure presente, voci sussurrate nel vento e brividi di gelo iniziano sempre più a farsi largo nel mondo di Kaspar, il quale dovrà decidere a cosa o a chi è disposto a rinunciare. Eppure tutto ciò è già successo da qualche altra parte, in qualche altro luogo.Solo il tempo cambia. E come sempre una voce di alza forte nel vento: "Dimmi ancora come mi troverai...".   Riesci a sentirla?



Per il romanzo è stata scritta una canzone, un pegno di amore eterno dalla band prog-rock piacentina: i Nowheree disegni a cura di Marta Andreuzza





Buona lettura :)



giovedì 4 dicembre 2014

RECENSIONE “Salvanima” di Simone Lega

Buongiorno lettori :)
Oggi parliamo di un racconto che affronta un tema che mi interessa molto perché racchiude in sé una problematica antichissima: dopo la morte del corpo materiale, l’anima, di cui si presuppone l’esistenza, rinasce a nuova vita, libera dai condizionamenti?
Bella domanda! Io non ho sicuramente una risposta tuttavia ho letto con vero interesse un racconto che pone l’uomo e l’anima al centro di una narrazione coinvolgente e inquietante.
Oggi parliamo di Salvanima” di Simone Lega, collana Innesti per Nero Press Edizioni.


Salvanima


Autore: Simone Lega

Editore:  Nero Press Edizioni collana Innesti
Pagine: 57
Prezzo: € 0,99 


Sinossi: 
Sei amici, un progetto incredibile per salvare uno di loro dalla morte. Ma imprigionare la sua anima dentro un computer si rivelerà una mossa azzardata che sprofonderà tutti loro in una spirale d’orrore. Amicizia, passione, lealtà saranno messi alla prova e ognuno dei sei protagonisti si troverà suo malgrado coinvolto in una discesa all’inferno senza via d’uscita.






STILE: 7
STORIA: 8
COPERTINA: 7


“Ciò che stiamo facendo è disgustoso. La cosa peggiore che sia mai stata fatta. Abbiamo imprigionato un’anima.”
Cosa succede se un gruppo di giovani “geni della tecnologia” riesce a visualizzare l’anima e a darle un luogo in cui vivere dopo la morte del corpo?

Cosa succede se sei amici riescono a dar vita a un progetto incredibile per salvare uno di loro dall’oblio della morte?

Cosa succede se si riesce a imprigionare l’anima dentro un computer?

Con una narrazione accattivante, uno stile lineare senza orpelli, un’accurata caratterizzazione dei personaggi, Simone Lega ci mostra sei personaggi in cerca dell’immortalità. L’uomo vorrebbe sentirsi un creatore, vorrebbe non avere alcun limite. La tecnologia, nelle vesti di un computer, diventa il mezzo per creare dal nulla un Eden dove l’anima potrebbe “vivere” senza alcun problema. E’ chiaramente un’utopia, ma è affascinante anche il solo pensiero di poter realizzare un luogo dove vivere in eterno. E’ la paura della morte a spingere l’uomo verso ambite mete anche se la voglia di sfidare sempre e comunque se stesso nasce dal desiderio di provare la propria potenza quasi a essere un dio. Ma l’uomo un dio non è!

“Salvanima” è una storia che infrange i limiti dell’uomo. I protagonisti sono moderni “Ulisse” alla ricerca di nuove sfide e conoscenze, per piegare la Morte per creare la Vita.

Ideare. Realizzare. Sprofondare nell’inferno. Sono queste le tappe del racconto che parte dal presupposto che il corpo contenga un’anima a cui si vuol dare una seconda casa dopo il fragile, polvere eri e polvere ritornerai, involucro umano. E’ lecito tutto ciò? Interessante lo è sicuramente. Questo racconto è un horror “bianco”, non ci sono scene violente, nessun bagno di sangue ma tanti comportamenti sbagliati. Tuttavia la paura corre sulla tastiera di un pc per incanalarsi in un mondo virtuale che diventa la nuova pseudo realtà delle anime salvandole dall’oblio. Il finale mefistofelico mi ha lasciato senza fiato e anche, un po’, dispiaciuta. La nuova realtà, inaspettata e onirica, ha un suo fascino. Mi piace poter pensare che dopo la morte sopravviva qualcosa di noi.

Nel salutarvi vorrei proporvi una citazione di Albert Einstein:


“I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi.
Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti.
Insieme sono una potenza che supera l’immaginazione.”

martedì 2 dicembre 2014

Vi presento... "Solstice – L’incantesimo d’Inverno" di C. E. A Bennet

Buongiorno lettori :) 
Eccomi qui con un'altra segnalazione, si tratta del romanzo  
"Solstice  – L’incantesimo d’Inverno" di C. E. A Bennet.



Solstice – L’incantesimo d’Inverno


Autore: C. E. A Bennet
Laureata in Giornalismo, è nata e cresciuta a Verona. Attualmente vive a Bologna
dove lavora come copy e addetta stampa. L’incantesimo d’Inverno è il suo romanzo d’esordio, nonché il primo capitolo della saga Solstice. Ah già. Le piacciono i treni.

Genere: Fantasy – Romance – Young adults
Editore: Self publishing da piattaforma Narcissus
Anno di pubblicazione: 2014

Pagine: 641 (PDF formato A5)
Prezzo di copertina: 3.99 euro
Formato: e-book




Sinossi:
Emma ha quasi sedici anni e due sorelle, Eileen e Constance. Vivono a Saint Claire, tranquilla cittadina del Connecticut, insieme alla madre, Kate, e Miranda, la misteriosa donna comparsa nelle loro vite da quando il padre le ha abbandonate.
Le Hataway, però, non sono donne normali, bensì streghe costrette a tenere nascosta la loro natura e i loro poteri per rispettare le leggi dei Custodi, ai quali devono obbedienza.
Leggi che Emma ha infranto quando era solo una bambina, anche se per una buona causa: aiutare quelli che sarebbero diventati i suoi migliori amici, Sam e Alec.
Da allora i tre sono inseparabili, anche se, diventati adolescenti, Emma sarà costretta a nascondere proprio a loro il segreto che più le sta a cuore.
Non è l’unica, però, a mentire alle persone che ama. Cosa nascondono Kate e Miranda? Quali sono i terribili segreti seppelliti nel loro passato? Perché il padre è scomparso all’improvviso senza lasciare traccia?
Alec Stevens ha sedici anni e molte domande. A volte ha la sensazione che la sua migliore amica Emma conosca tutte le risposte.
Emma. Cosa lo lega così indissolubilmente a lei e allo stesso tempo la rende irraggiungibile? Che cosa nasconde?
Nel tentativo di svelare e nascondere i segreti che li circondano, Alec ed Emma, non si accorgono che qualcuno si muove e li osserva nell’ombra, in attesa che arrivi il momento di mettere in atto la sua vendetta.
La storia raccontata in prima persona da Emma e completata da Alec, inizia con due episodi dell’infanzia dei protagonisti, destinati a cambiare per sempre le loro vite. Dopo un salto di quasi dieci anni ritroveremo Emma e Alec alle prese con un sentimento molto umano, un passato famigliare turbolento e dei poteri da gestire, che non sempre facilitano le cose, anzi...
Una storia d’amore, di amicizia e di legami famigliari burrascosi, ma profondi. Con un pizzico di magia.


Dove acquistare:
Solstice – L’incantesimo d’Inverno è acquistabile in tutte le maggiori librerie online, da Kindle Store di Amazon ad iBooks Store di Apple, Nokia Reading e molti altri ebook store nazionali (IBS, Feltrinelli, UltimaBooks ecc…).




Buona lettura :)