giovedì 8 febbraio 2018

RECENSIONE | "Senza movente" di Flaminia P. Mancinelli [Review Party]

Dopo “Inquietante delitto in Vaticano”, che ha riscosso un notevole successo online, torna nelle librerie Flaminia P. Mancinelli con “Senza Movente. Un indagine del capitano Nicola Serra”. Entrambi i romanzi sono pubblicati con la Newton Compton e vedono protagonista il capitano dei Carabinieri Nicola Serra.

STILE: 7 | STORIA: 8 | COVER: 6
Senza movente
Flaminia P. Mancinelli

Editore: Newton Compton
Pagine: 315
Prezzo: € 9,90
Sinossi
Nicola Serra, ora capitano dei Carabinieri di Roma, è in Bretagna in vacanza, presso la famiglia della sua compagna Marion Calve. Insieme vogliono visitare l'abbazia di Mont Saint-Michel e la Normandia, ma il loro programma è rivoluzionato dalla morte di Jeanud Modan, amico di Annie Danton, una zia di Marion. La donna ne è sconvolta: per lei è una tragedia molto sospetta. A Roma, intanto, una grave circostanza complica ancora le vacanze di Nicola: nel suo appartamento muore per overdose una giovane donna che aveva una relazione con una collega di Serra, Sara Vittorini, che inizia a indagare sulla vicenda, per niente convinta sia stato un fatale incidente. La situazione precipita: in casa di Serra, vengono trovate delle dosi di cocaina ed eroina, e in Normandia scompare anche la zia Annie senza apparente motivo. Entrambe le vicende sembrano sfuggire a un chiaro movente, sia per la gendarmerie francese, cui Nicola Serra offre il proprio aiuto, sia per il nucleo dei Carabinieri di Roma, dove i colleghi del capitano iniziano a temere per la sua posizione all'interno dell'Arma. Ma niente è quello che appare, e ai primi crimini ne seguono altri, feroci, in un crescendo avvincente...




Una buona dose di curiosità è essenziale nel mio lavoro, capitano di un Nucleo investigativo dell’Arma dei carabinieri. Per svolgere bene un’indagine occorre guardare sì ai fatti, alle prove, alle dinamiche di un delitto, ma bisogna anche essere attenti a tutto ciò che è di contorno alla scena di un crimine. Per arrivare alla soluzione non bastano le analisi della scientifica, per quanto accurate e svolte con sofisticate tecnologie. Alla fine quella che si dimostra sempre e comunque risolutiva è l’intuizione dell’investigatore, quella specie di illuminazione che scatta quando si sono soddisfatte tutte le “curiosità”,ogni interrogativo concernente lo svolgimento di un fatto criminale.
Questa è la filosofia investigativa di Nicola Serra, capitano dei Carabinieri di Roma. Il romanzo si apre con un prologo che ha stuzzicato la mia curiosità con la promessa di una storia intrigante che vede la fragilità dell’uomo come protagonista dell’evoluzione negativa dell’amore negato. Procediamo con ordine. Nicola Serra è in Bretagna in vacanza, presso la famiglia della sua compagna Marion Calvé. Un evento drammatico rivoluziona i programmi della coppia: Annie Danton, zia di Marion, scompare dopo la morte di un suo caro amico. Poiché i guai non vengono mai da soli, a Roma, nell’appartamento di Serra, muore per overdose una giovane donna. Sara Vittorini, collega del capitano, inizia a indagare sulla vicenda. Le cose si complicano quando in casa di Serra viene trovato il cadavere di un’altra ragazzina uccisa dalla droga e in Normandia le speranze di ritrovare la zia Annie viva, si riducono notevolmente. Due fatti sconvolgenti e inusuali, da cui nascono indagini inusuali. Serra si troverà nella condizione di dover accettare le scelte altrui. Per lui stare a guardare è difficile. Il ruolo di semplice spettatore litiga con la sua voglia di partecipazione attiva alle indagini. Una lunga catena di omicidi unisce Roma e la Normandia.

“Senza Movente” è un giallo ben scritto sorretto da un intreccio ben congegnato. Nulla è come appare. In un crescendo di feroci crimini, la lettura procede fluida e ricca di emozioni. Roma e Kerarmar  sono splendide ambientazioni per macabri omicidi che appaiono senza movente. Ho apprezzato il modo in cui la scrittrice coniuga la cattiveria umana con le bellezze di luoghi straordinari contrapponendo l’oscurità dei mostri alla luce della vita e dei sentimenti più puri. Notate il plurale di mostri, più storie più colpevoli. Tuttavia entrambi i mostri avevano subito la peggiore delle privazioni: a loro era stata negata ogni forma d’amore. Ed essi l’avevano preclusa ai loro simili. È questo il comune denominatore di queste storie, l’amore negato in tenera età, le violenze fisiche e morali subite, la mente che replica ciò che si è subiti, il rifiuto di chi consideriamo “diverso”, l’ipocrisia della società. Tanti temi attualissimi trattati con giusta misura offrono una seconda lettura per questo doppio giallo ambientato tra l’Italia e la Francia. Pur trattandosi di un lavoro di fantasia, il romanzo tratta temi reali affidandoli a personaggi ben delineati. Vi sorprenderà ma Nicola Serra non è, per me, il personaggio più incisivo del romanzo. Le donne, nel giallo, hanno ruoli importanti e opposti. Appartengono a due giovani donne i corpi senza vita ritrovati nell’appartamento di Serra. Donne sono le colleghe del capitano che conducono l’indagine romana con professionalità e puntiglio. Donne sono Marion e zia Annie, pronte a perseguire i propri ideali con fermezza anche se ciò vorrà dire andare incontro alla morte. Tanti personaggi diversi tra loro che danno vita a una società in cui tutti hanno un ruolo nel rispetto del proprio essere.

Brava la scrittrice, Flaminia P. Mancinelli, nel dar vita a una storia coinvolgente che trasmette emozioni con continui colpi di scena, nebulosi moventi, fragilità umane e un finale che svela con precisione tutti i retroscena di squallidi omicidi in cui si perpetua la violenza umana. Mi piace il modo in cui vengono affrontati i temi della “diversità” e “della violazione dell’infanzia”, mi piace il modo in cui la scrittrice comunica con i suoi lettori, mi piace il giallo scritto da una donna. Alla prossima capitano Nicola Serra.

3 commenti:

  1. La tua recensione è ben fatta e il romanzo sembra interessante. Purtroppo mi fido poco della casa editrice, perché pubblica romanzi caratterizzati sì da basso prezzo, ma anche da scarsa cura. :)

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    1. Ti ringrazio, il romanzo merita davvero :) Personalmente mi sono sempre trovata bene con la Newton, una lettrice accanita di thriller come me apprezza molto il basso prezzo (che sicuramente porta a libri non di elevata qualità estetica). Sarò stata fortunata io ad aver letto romanzi piacevoli e spero di continuare così :)

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  2. Lo sai ormai, il genere è tra i miei preferiti, quindi me lo segno, le scorpacciate di thriller/noir sono sempre super gradite!
    Se poi oltre al caso d'omicidio, l autore si allarga con temi importanti, ne sono attratta maggiormente :)
    Buon fine settimana

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